Catalogo delle femmine single “disponibili”: 1200 profili rubati dai social - Wsi.co

Catalogo delle femmine single “disponibili”: 1200 profili rubati dai social

Francesca, 19 anni, babysitter. Anna, 21 anni, studentessa. Michela, 44 anni, casalinga. Sono tutte di Lecco, sono tutte single e tutte hanno un profilo Facebook. E per questo, …

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Francesca, 19 anni, babysitter. Anna, 21 anni, studentessa. Michela, 44 anni, casalinga. Sono tutte di Lecco, sono tutte single e tutte hanno un profilo Facebook. E per questo, senza saperlo o anche lontanamente immaginarlo, sono finite in un becero catalogo online di donne «disponibili». Di quelli simili ai depliant che pubblicizzano prodotti di abbigliamento o elettrodomestici. Solo che in questo caso la merce in vendita sono donne single.

Bastano sei euro e 74 centesimi, iva esclusa, per accaparrarsi un e-book davvero singolare, forse primo nel suo genere nell’era della comunicazione fatta di click. Novantacinque pagine con i nomi di 1218 lecchesi che sul loro profilo Facebook si sono dichiarate libere da legami sentimentali. In riva al lago, da qualche giorno non si parla d’altro. Fa discutere e arrabbiare l’iniziativa commerciale di alcuni autori anonimi (almeno per ora) che, spulciando tra migliaia e migliaia di profili sul noto social network, hanno selezionato le donne non impegnate con casa a Lecco.

Ne è nata una raccolta in vendita online, facilmente acquistabile su un sito di self publishing, che pubblicizza il catalogo delle single lecchesi. E la parola chiave utilizzata per approdare alla meta lascerebbe intendere la possibile «disponibilità» di queste ultime. Che certamente ignorano tutto. Perché è davvero difficile credere che le migliaia di protagoniste del volumetto possano avere in qualche modo dato il loro consenso. Più logico pensare che l’autore abbia schedato le informazioni rubandole dai vari profili e trovando poi il modo per monetizzarle. Del resto quello che si legge nell’introduzione del «libraccio» è un chiaro indizio: «Tutti i dati riportati erano presenti in pagine internet pubblicamente accessibili con la sola condizione di possedere un account Facebook».

Un lavoro che deve aver dato i suoi frutti, visto che al catalogo delle donne single lecchesi, con tanto di link che rimanda ad ogni profilo, ha fatto quasi immediatamente seguito quello delle giovani sentimentalmente libere di Monza e Brianza: 734 quelle già «catalogate» nella nuova edizione 2017, a sottintendere che non si tratterebbe nemmeno della prima volta. La curiosità è tanta e a Lecco sono in parecchi che corrono a spiare la pagina Facebook specializzata in incontri «Banca dell’amicizia. Esci con me?». Sotto la copertina del volume la scritta: «Al costo di un singolo drink! Quanto tempo impiegheresti per cercarle tutte?».

Salvo che, dopo le richieste di chiarimento arrivate da più parti, proprio quelli della «Banca» hanno fatto in fretta a dissociarsi e a specificare di non essere gli autori del discusso catalogo. «È un prodotto trovato in vendita in rete e che potrebbe interessare la platea dei nostri fan. Ci auguriamo che prossimamente escano tutte le altre province», scrive il sito di appuntamenti amichevoli, che di fatto ha portato il catalogo all’attenzione del vasto popolo di internet. In molti hanno rilanciato il post con commenti sdegnati. Tra i primi a scatenare la discussione il consigliere comunale di Olginate Andrea Secchi, che ha condiviso il link: «Sono inorridito quando navigando in rete mi sono imbattuto in questo e-book. Il profilo di donne indicate come disponibili in vendita al costo di una birra. È avvilente e pericoloso, scandaloso e imbarazzante».

La vicenda è arrivata anche sulla scrivania della Consigliera di parità della Provincia di Lecco: «Trovo l’iniziativa aberrante e forse se ci metto un attimo di studio e di approfondimento si può rinvenire anche qualche aspetto penale nel comportamento degli autori “geniali” di questo catalogo — promette Adriana Ventura —. Il rispetto della dignità della persona, fondamento della nostra Costituzione, è un grande diritto. Fare pagare il catalogo, e per di più senza avere acquisito il consenso delle protagoniste “utilizzate”, significa mercificare la figura della donna single come un qualsiasi prodotto di consumo pronto all’acquisto. Mi riservo di intraprendere le azioni che il caso richiede. Fin da ora invito tutte le donne coinvolte a contattare il mio ufficio per definire insieme un’azione decisa a tutela della propria dignità».

Impossibile sapere in quanti abbiano realmente acquistato il libro e siano riusciti attraverso questo strumento a costruire una relazione. Ma intanto, in riva al lago, nell’era di internet sono le parole dei capannelli fermi in piazza a correre di più. «Ma quella, la Roberta, non era fidanzata…». Dubbi e ragioni del cuore vanno oltre il catalogo.

Fonte: Corriere della Sera

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