Sapelli: “Per far ripartire l’economia, il governo usi i soldi della Cdp”

Secondo l'economista vicino al M5S, tra bilancio dello Stato e risorse in Cassa Depositi e Prestiti ci sono 20 miliardi da spendere.

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Il nostro Paese viene spesso equiparato a Grecia e Cipro, in riferimento al tema sull’instabilità macroeconomica. Anche la Commissione europea addossa all’Italia una parte della colpa per il rallentamento nell’economia che ha investito l’intera area Ue nel corso degli ultimi mesi. Come dovremmo muoverci adesso?

Per far ripartire gli investimenti pubblici occorre usare come leva i soldi dello Stato e della Cdp. Parola dell’economista, Giulio Sapelli, intervistato da Roberto Giovannini per La Stampa del 25 febbraio. Professor Sapelli , lei è un’economista vicino al M5S, già candidato premier prima che la scelta cadesse su Conte. Adesso è in pensione, ma continua a studiare quel che accade. Quanto ci dobbiamo preoccupare per la frenata dell’economia italiana?

«Molto. Sta frenando la Cina, si è fermata la Germania, si sta fermando l’Europa. Sta arrivando una recessione coi fiocchi, e sarà difficilissimo riprendersi. L’unico modo per permettere all’Italia di riprendersi è quello di promuovere gli investimenti». In che modo? «Tra bilancio dello Stato e risorse in Cassa Depositi e Prestiti ci sono 20 miliardi da spendere. Si può attivare una leva virtuosa, se anche gli imprenditori privati ci mettessero un chip, per far partire una nuova ondata di investimenti. Cominciando dalla Tav e dalle altre infrastrutture». Ma i privati ci starebbero?

«Con gli imprenditori ci parlo spesso: non ci metteranno un euro perché temono l’instabilità politica. E anche alcune scelte di questo governo che hanno aggravato mali storici: magistratura fuori controllo, aumento delle complicazioni burocratiche come la legge sulla prescrizione. Peraltro, le proposte innovative del professor Savona per utilizzare anche le risorse delle imprese a partecipazione pubblica sono state bloccate. L’unico modo per far ripartire un’economia in deflazione profonda in un quadro di caduta del commercio mondiale sono gli investimenti. Non la spesa pubblica, non il reddito di cittadinanza, per carità, che si può fare, ma è misericordia, non attiva il moltiplicatore».

Ma il governo è a rischio, secondo lei? «Io dico di no. Questo governo si regge sulla teoria dei giochi. Il dilemma del prigioniero, ha presente? Ai due partiti non conviene far saltare l’Esecutivo. «Esatto. Può farlo cadere una pressione esterna, che però mi pare che sia stata rintuzzata, come si è visto con la decisione di Fitch di non toccare il rating. Per fortuna c’è il ministro Tria, che non ha l’aplomb di Savona, ma si sta comportando da galantuomo, e sa che non deve cedere alle pressioni europee. Sennò l’Italia fa la fine di Tsipras in Grecia: viene schiacciata, applica le misure europee, ed entra in recessione per sempre. Serve però uno scatto di reni dei corpi intermedi, della borghesia, che significa il mondo delle piccole e medie imprese. È l’industria manifatturiera che tiene in piedi l’Italia, anche se gli ultimi dati dicono che anche le nostre ‘multinazionali tascabili’ cominciano a scricchiolare».

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Cdp, che cosa è la Cassa depositi e prestiti.

La Cdp nasce a Torino nel 1850 per ricevere depositi quale luogo di “fede pubblica”. Questa società per azioni a controllo pubblico ha come azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze con l’82,77% di azioni, contro il 15,93% di azioni da Fondazioni Bancarie e l’1,30% di azioni proprie.

La principale fonte di raccolta delle risorse finanziarie è costituita da tutto il risparmio postale italiano che CDP gestisce dal 1875. A quest’ultimo, pari a circa 250 miliardi di euro, si aggiunge la raccolta obbligazionaria effettuata sui mercati, sia presso investitori istituzionali sia al dettaglio. Il principale impiego delle risorse finanziarie è rappresentato dai prestiti verso lo Stato e le amministrazioni locali, dall’investimento nel capitale di rischio di imprese italiane che operano anche all’estero e dalla partecipazione in progetti immobiliari, infrastrutturali e finanziari ritenuti strategici per lo sviluppo dell’economia nazionale.

Sulla base del valore totale delle attività, pari a oltre 410 miliardi di euro nel bilancio consolidato del 2016, CDP rappresenta la terza banca italiana dopo UniCredit e Intesa.

Dati economici:

La raccolta complessiva di CDP SpA, aggiornata al 2017, è di €340,5 miliardi, dei quali €252,8 miliardi di raccolta postale. Nel corso del 2017, come Gruppo CDP, ha mobilitato e gestito risorse per circa €34 miliardi. Tali risorse sono state destinate all’ “Internazionalizzazione” per il 47%, alle “Imprese” per il 33%, al “Government & P.A. e Infrastrutture” per il 19% e al “Real Estate” per circa l’1% del totale. Complessivamente con la attività sono stati attivati investimenti nel sistema economico pari a oltre €58 miliardi.

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2 commenti

  1.   

    Son anche daccordo.
    Si usa la parola moltiplicazione… e mai la parola sostenibilità
    Andare a privarci di cose che bene o male ci siamo sudati, per moltiplicarne altre che non esistono e non possono esistere, è cosa stolta.
    Se c’è, e io davvero non lo so se c’è ancora o se è tutta roba presunta e fasulla….
    comunque: casomai esistesse ancora un poco di latte da mungere… 
    Sarebbe meglio utilizzarlo per … anzi.
    Al momento sarebbe molto meglio non utilizzarlo.
    Molto meglio non permettere a persone figlie di questo sistema toccare quel poco che è rimasto…. di quel che questo sistema da prima ha generato e poi ha divorato in un batter d’occhio per propri limiti oggettivi e matematici.
    Meglio chiudere tutto in cassaforte e scordarsene.
    NMeglio quel poco che è rimasto se è rimasto, donarlo a quelli che vengono dopo.
    Che sicuramente avranno un’idea differente dalla nostra sulle priorità che dovranno essere affrontate e saranno per loro vitali.
    Non elettorali ma, vitali per le proprie famiglie.
    +Almeno quel poco che è rimasto dell’eredità passata… lasciamolo a quelli di domani, non buttiamolo tutto oggi per moltiplicare dell’altro affari … che oramai son soltanto zomby, cose inanimate che crescono solo nella nostra immaginazione.
    Magari quelli di dopo, avranno le idee un attimino più chiare causa forza maggiore.
     
     

    Originariamente inviato da peter pan: Bene,anzi, benissimo! Lo Stato utilizzi il risparmio postale italiano e ripaghi una parte del debito, diciamo il 10% Poi facciamo Sabelli, che fa rima con coglioncelli (gli italiani) presidente del consiglio al posto dell’inetto Conte, aumentiamo il reddito di fannullanza a 1780 euro mensili e mandiamo in pensione con 6o anni e 35 di contributi. Poi andiamo nuovamente sul balcone a gioire per l’eliminazione dei poveri… e dei risparmiatori. Viva, Viva Sant’Eusebio (per grazia ricevuta) http://www.youtube.com/watch?v=kpqRffL6YsE

     

  2. peter pan

      

    Bene,anzi, benissimo! Lo Stato utilizzi il risparmio postale italiano e ripaghi una parte del debito, diciamo il 10% Poi facciamo Sabelli, che fa rima con coglioncelli (gli italiani) presidente del consiglio al posto dell’inetto Conte, aumentiamo il reddito di fannullanza a 1780 euro mensili e mandiamo in pensione con 6o anni e 35 di contributi. Poi andiamo nuovamente sul balcone a gioire per l’eliminazione dei poveri… e dei risparmiatori.
    Viva, Viva Sant’Eusebio (per grazia ricevuta)
    http://www.youtube.com/watch?v=kpqRffL6YsE