Spread: come viene manipolato dal potente club di 17 grandi banche

Di Maio & Salvini in guerra con la lobby dei primary dealers. Citigroup: con 12,9 miliardi in 18 secondi fece crollare i prezzi su EuroMTS.

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di SPECTRE 

Da circa un mese lo spread è abbastanza stabile attorno ai 300 punti base. Ogni tanto c’è una fiammata ma poi Lady Spread torna nei ranghi. Sembra impossibile, visto il diluvio di commenti e dichiarazioni catastrofiche che inondano i media. Qualcuno dice che raggiunta quota 300 gli investitori si sono alleggeriti di quel tanto che bastava, altri osservano che passato l’annuncio della manovra, la sua bocciatura da parte di Bruxelles e la successiva disponibilità mostrata dal governo gialloverde di Salvini e Di Maio a fare qualche correzione, il mercato si è messo in posizione di attesa. In tutto questo c’è un po’ di vero.

Ma il punto chiave è un altro e sta nei labirinti oscuri dell’alta finanza, dove signori con il cilindro che raffigura un dollaro in testa, azzimati banchieri esperti di algoritmi e non digiuni di politica manipolano secondo convenienza l’andamento delle contrattazioni.

Quindici anni fa fece scandalo l’operazione con cui il 2 agosto del 2004 il colosso bancario americano Citigroup mise in ginocchio l’EuroMTS, la piattaforma telematica dove passano le contrattazioni dei bond europei con una operazione di vendita di titoli per 12,9 miliardi di euro che in 18 secondi fece crollare le quotazioni dei titoli di Stato dell’Eurozona. Profitto per la banca quasi 10 milioni.

Come risulta da una mail inviata due settimane prima da un trader di Citigroup a un collega l’operazione sarebbe servita a espellere dal mercato europeo i piccoli dealer per lasciare il campo ai big come avviene in USA. Citigroup per questo è stata multata ma la sua reputazione è rimasta intatta ed è sempre li, opera sull’EuroMTS.

Ancora, qualche anno fa le autorità di controllo britanniche hanno scoperto che i privilegiati istituti internazionali addetti alla formazione del prezzo sul mercato euribor di Londra lo avevano condizionato artificialmente a loro piacimento. E via discorrendo si potrebbero fare altri esempi. Voi direte: che c’entra con tutto questo lo spread? C’entra, perché anche lo spread Btp-Bund è un mercato che si presta ad essere “gestito” da pochi grandi istituti finanziari per interessi economici ed extraeconomici. Funziona così.

Per partecipare alle nuove emissioni di titoli di Stato italiani, il terzo mercato di bond più grande del pianeta, occorre avere la qualifica di primary dealers. Se sei un primary dealer, sei obbligato ad acquistare almeno il 3% dei titoli di nuova emissione, devi operare sul mercato secondario in modo da renderlo fluido de efficiente, devi (attenzione a questo passaggio) agire da consulente del Tesoro. In cambio hai una porta aperta sui collocamenti, le privatizzazioni ed altre ricche operazioni.

Sapete quanti sono i primary dealers? Diciassette, 17 superbanchieri. Sapete quanti sono gli italiani? Tre. I soci di questo superclub si conoscono, si parlano, si coordinano, interagiscono con i banchieri centrali (in questo caso Mario Draghi e i suoi uomini alla Bce), parlano con i politici italiani ed europei. Quello che si dicono rimane top secret, non trapela, non lasciano tracce scritte e non devono rendicontare a nessuno. Ma si intendono al volo.

Oggi i soci di questo club esclusivo, quelli che contano davvero, sono una decina, hanno deciso che sui titoli del debito pubblico italiano bisogna aspettare, bisogna che alcuni processi arrivino a maturazione, nel senso di una rottura con l’Europa o di una ricomposizione del conflitto. Poi si vedrà, se necessario lo spread si potrà far salire o scendere. Così, per mandare un segnale a chi di dovere, negli ambienti Lega e M5S.

(nella foto: Jamie Dimon, CEO di J.P. Morgan Chase)

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Elenco degli Specialisti in Titoli di Stato

Ai sensi dell’art. 23 comma 5 del decreto 22 dicembre 2009 n.216 (Regolamento recante norme sull’individuazione delle caratteristiche delle negoziazioni all’ingrosso di strumenti finanziari e sulla disciplina delle negoziazioni all’ingrosso dei titoli di Stato) viene aggiornato l’Elenco degli Specialisti in Titoli di Stato che, a decorrere dal 2 luglio 2018, non include l’operatore UBS Ltd. Pertanto, a partire dalla stessa data l’Elenco è composto, in ordine alfabetico, dai seguenti operatori:

– Banca IMI S.p.A
– Barclays Bank PLC
– BNP Paribas
– Citigroup Global Markets Ltd
– Crédit Agricole Corp. Inv. Bank
– Deutsche Bank A.G.
– Goldman Sachs Int. Bank
– HSBC France
– ING Bank
– JP Morgan Securities PLC
– Merrill Lynch Int
– Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A
– Morgan Stanley & Co Int. PLC
– NatWest Markets PLC
– Nomura Int
– Société Générale Inv. Banking
– UniCredit S.p.A

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2 commenti

  1. hedge

      

    giustissimo, queste sono le vere megabanche globali “too big to fail” ma non “too big to manipulate” il mercato. Conosco tutti i marchi e soprattutto li vedo all’opera tutti i giorni su tutti i mercati in tutto il mondo (sugli schermi Bloomberg) a comprare, vendere, tramare e premere per riforme politiche e economiche che ovviamente fanno comodo al sistema capitalistico e bancario come lo vediamo funzionare oggi. Ma non sapevo che sul mercato del debito pubblico italiano, mercato molto liquido e molto grande, fossero attivi solo 3 operatori italiani, e tutti gli altri stranieri. Gli amici americani fanno la parte del leone, ehhh, che ci sia il loro zampino sull’andamento dello spread tra btp e bund, pare ovvio.    

  2.   

    Tra le banche segnalate, c’è una banca che per un motivo o l’altro non sia stata indagata? Ne ho controllate alcune e…indagate. Notizia di oggi :
    Blitz in Deutsche Bank: raffica di perquisizioni per sospetto riciclaggio

    Perquisizioni nella sede di Francoforte della Deutsche Bank per sospetto riciclaggio di denaro