Presidenziali Usa 2020: escono di scena Bloomberg e Clinton

I due esponenti del partito democratico hanno comunicato che non si candideranno, ma promettono di battersi in prima linea contro Trump.

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Michael Bloomberg e Hillary Clinton non si candideranno per le elezioni presidenziali del 2020. A mettere la pietra tombale sull’ipotesi di una discesa in campo sono stati gli stessi protagonisti: l’ex sindaco di New York con un comunicato a sorpresa postato su Twitter in cui ha escluso quelli che tutti si attendevano; l’ex first lady in un’intervista televisiva con cui ha spento definitivamente tutti i rumor degli ultimi mesi, quelli che parlavano di una possibile rivincita nei confronti di Donald Trump.

Sia Bloomberg sia Clinton non hanno però alcuna intenzione di farsi da parte, e ognuno a suo modo porterà avanti la battaglia contro il tycoon, battendosi perchè la Casa Bianca sia riconquistata dai democratici.

Il miliardario tre volte sindaco della Grande Mela ha dato i natali e portato al successo globale un impero dell’informazione e dei dati finanziari che porta il suo nome, diventando uno degli uomini più ricchi al mondo. Ha governato per dodici anni, dal 2002 al 2013, una delle metropoli più grandi e ingestibili, New York City. Adesso il 77enne Bloomberg è ancora certo di avere la stoffa per surclassare Trump alle urne. «Credo di poter sconfiggere Trump in una elezione generale – ha scritto ieri sera sulla sua Bloomberg News annunciando l’uscita di scena dai ranghi degli aspiranti presidenti – Ma sono pienamente cosciente della difficoltà di vincere la nomination democratica in un campo così affollato». Bloomberg ha fatto implicito riferimento ai 14 esponenti del partito che già hanno dichiarato la loro candidatura, tra i quali cinque donne. Senza contare ulteriori possibili discese in campo, quale quella dell’ex vicepresidente Joe Biden e dell’ex parlamentare del Texas – e giovane stella in ascesa – Beto O’Rourke. Però al momento, Bloomberg è disposto ancora una volta a mettere a disposizione la sua immensa ricchezza personale, organizzando e finanziando l’opposizione a Trump che definisce “una minaccia per il Paese”.

 

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