Il grande flop di Draghi: Bce ha sperperato già 1 trilione di euro

La BCE ha superato la soglia di € 1 trilione – 1000 miliardi di euro – per il suo controverso programma di acquisti di titoli di Stato e …

La BCE ha superato la soglia di € 1 trilione – 1000 miliardi di euro – per il suo controverso programma di acquisti di titoli di Stato e altri bond compresi i corporate, il che sta creando enorme pressione su Mario Draghi e sul board di Eurotower. Il Consiglio Direttivo della Banca centrale Ue deve affrontare  la questione della scarsità di risorse disponibili, quando si incontrà a Francoforte questa settimana.

Pur essendo ben oltre il giro di boa del programma QE (Quantitative Easing) che in totale dovrebbe ammontare a € 1,7 trilioni, l’inflazione nell’eurozona rimane praticamente inesistente. L’ultimo dato di Eurostat mostra che i prezzi della zona euro ad agosto sono risultati in aumento su base annua dello 0,2%, ben al di sotto dell’obiettivo di inflazione della banca centrale (di poco inferiore al 2%).

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Tra le tre maggiori economie dell’Eurozona, la BCE ha speso €238 miliardi in Bund tedeschi, €189 miliardi in titoli francesi e €164 miliardi in obbligazioni italiane dal marzo 2015 ad oggi. La Banca centrale acquista i titoli attraverso le banche centrali nazionali della zona euro, in proporzione con il contributo complessivo di ciascun Paese membro al PIL della zona euro.

draghi weidmann

Il Presidente della BCE Mario Draghi (a destra) con Jens Weidmann, presidente della Bundesbank che lo marca stretto.

Ma ad certo punto tutto questo, risultava chiaro, non bastava più visto che l’economia Ue continuava ad essere ferma: così, all’inizio dell’anno, la BCE ha annunciato che avrebbe iniziato a comprare obbligazioni societarie non bancarie. Il totale della posizione della BCE sui bond corporate ora si attesta a €20.5 miliardi, con titoli garantiti da attività che arrivano a €19.91 miliardi. Il trastrellamento di tali bond ha provocato una evidente manipolazione del mercato obbligazionario, con un ulteriore ribasso dei tassi.

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Il board della BCE si incontrerà giovedì 8 settembre (vedi foto in alto) e gli analisti si aspettano un annuncio su un’estensione di 6 mesi del piano del QE da marzo a settembre 2017. Secondo le stime di Credit Agricole, la BCE si sarà già presa più della metà dell’universo del debito pubblico ammissibile entro la fine dell’anno, costringendo i così il consiglio direttivo a modificare le impostazioni del QE nel tentativo di continuare a raggiungere gli €80 miliardi al mese come target di acquisto.

Ma il problema più grande è che lo stimolo di politica monetaria da miliardi e miliardi della BCE non sta aiutando l’economia reale: non funziona. Il che costituisce un grande fallimento per il presidente Mario Draghi.

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La BCE deciderà questa settimana se aumentare o meno i programmi di stimolo di politica monetaria.

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Il mercato è indeciso sull’eventualità che Mario Draghi annunci un’estensione del QE da 80 miliardi di euro al mese. Il programma ha una scadenza fissata a marzo 2017 ma i mercati sono convinti che Draghi annuncerà una proroga. Gli analisti di Societe Generale prevedono che la BCE annuncerà una proroga di sei mesi per il programma di quantitative easing, pur mantenendo i tassi di interesse sottozero al loro minimo storico a -0,4 per cento.

***

Si conferma il rallentamento della crescita economica nell’area euro e la battuta d’arresto in Italia: nel secondo trimestre il Pil complessivo dell’Unione valutaria ha segnato una crescita dello 0,3 per cento rispetto ai tre mesi precedenti, a fronte del più 0,5 per cento segnato nel primo trimestre.

Lo riporta Eurostat, l’ente di statistica comunitario, aggiungendo che nel confronto su base annua la crescita si è attestata all’1,6 per cento, dal più 1,7 per cento del primo trimestre.

In Italia, ricorda Eurostat, nel secondo trimestre il Pil non ha segnato aumenti rispetto ai precedenti tre mesi, a fronte del più 0,3 per cento che aveva registrato nel primo trimestre. La crescita su base annua si è limata allo 0,8 per cento dal più 1 per cento dei primi trimestre. Secondo le tabelle diffuse da Eurostat, oltre all’Italia anche Francia e Finlandia hanno segnato una crescita congiunturale a zero nel secondo trimestre

 

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2 commenti

  1.   

    l’articolo è oltremodo ingeneroso . senza draghi avremmo come minimo 150 miliardi di debito in più dovuti agli interessi da pagare in quanto  non possibili col bilancio corrente sarebbero diventati debito. senza  la riduzione dei tassi le banche piene di btp sarebbero fallite più velocemente in quanto avrebbero dovuto riportare a perdite  il calo dei prezzi, i btp che ora  sono a 120 per esempio sarebbero a 7o. vero  che sarebbe meglio dare  soldi ai cittadini ma i risparmi ..di chi ne ha.. sarebbero volatilizzati. le aziende senza credito  e lo stato fallito..ammesso che già non lo sia. quindi , draghi non può salvareil mondo. fortuna vuole che nelle maglie del regolamento abbia trovato la forza di fare il QE  che la germania,,pro domo sua..osteggiava. solo che il qe ha funzionato bene in USA  e Giappone. Da noi no perchè poi ci son regole restrittive nei bilanci  e non si può inflazionare ma l’inflazione è l’unica strada per  ridurre in termini reali il peso dei debiti. purchè non si esageri.la villetta di Peter che ha pagato 100mila euro e ne vale 400  mica è avvenuto perchè lui ne capisce qualcosa di economia. un poco come il suo pig–maglione   renzi. 

  2.   

    Parola in codice prelevate contani e depositate in cassette di sicurezza .
    Meglio sotto il pavimento che darli a lui  .