Malesia, 1Mdb scandalo del secolo (€ 3,7 miliardi). Coinvolti grandi banche, capi di Stato e faccendieri

1Mbd. Ricordatevi questo nome. Perché potrebbe essere lo scandalo del secolo, in cui stanno finendo banchieri, politici di altissimo rango, società di revisione e affaristi che hanno distratto …

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1Mbd. Ricordatevi questo nome. Perché potrebbe essere lo scandalo del secolo, in cui stanno finendo banchieri, politici di altissimo rango, società di revisione e affaristi che hanno distratto circa 3,7 miliardi di euro da un fondo pubblico malese, destinato al finanziamento dello sviluppo economici e sociale dello Stato federale dell’Asia sudorientale, di 1 miliardo è finito nella disponibilità del premier malese.

Dentro ci sono tutti: dal primo ministro Najib Razak a Goldman Sachs, da Deutsche Bank a Standard Chartered, da Ubs all’Arabia Saudita, a Jp Morgan, Citigroup, Wells Fargo, Sotheby, Deloitte&Touche e anche il variegato mondo di celluloide di Hollywood.

La storia parte nel 2009, quando entra in gioco un affarista amico di famiglia di Najib, Jho Low, che – racconta un lungo reportage del Wall Street Journal – inizia a mettere insieme una serie di operazioni creando società off-shore con nomi e sigle volutamente fuorvianti, con la stravagante dicitura “regali”. Come se si potessero fare “doni” con i soldi di un fondo pubblico.

Per riuscirci, però, Low si è dovuto avvalere della compiacenza di diversi istituti bancari di livello mondiale per trasferire ingenti somme di danaro che partivano dalla Malesia e arrivavano soprattutto in Svizzera, anche se poi le destinazioni finali erano quasi sempre gli Stati Uniti o l’Arabia Saudita.

Le indagini del Dipartimento di Giustizia Usa, però, non escludono il coinvolgimento anche della Banca centrale malese e di diverse istituzioni, perché flussi così cospicui devono necessariamente avere il visto di un’organizzazione nazionale. E qui entra in gioco ancora Low, che forte del presunto “mandato” ad agire per conto del primo ministro malese, ordina a capi di istituti centrali, altissimi banchieri e funzionari di Stato di eseguire ordini per “volontà del Capo”. E quando le società di revisione avanzano dubbi sulle operazione, semplicemente vengono “silurate”.

Molto del giro di affari è contenuto nei messaggi che l’affarista inviava tramite il suo blackberry, ora nelle mani dell’autorità giudiziaria, ai presunti complici. Invitava ad eseguire le sue direttive, a evitare mail aziendali per comunicare sugli affari del Fondo, addirittura suggeriva quali caselle di posta elettronica fossero più “sicure”, cioè più difficili da intercettare. I magistrati di sette diverse nazioni, però, alla fine hanno trovato il modo di non farsi raggirare e adesso indagano su tutte queste operazioni. Fa eccezione quella malese, che ha archiviato quasi subito il caso, scagionando il premier da qualsiasi addebito.

Il presunto complotto ha coinvolto, anzi avrebbe preso il via, dopo un accordo firmato nel 2009 dal Fondo 1Malaysia Development Bhd. con la compagnia petrolifera saudita PetroSaudi, dopo un incontro avvenuto in Francia, nel mese di agosto, tra il figlio del defunto re Abullah e una delegazione di politici e imprenditori malesi, capeggiata appunto da Najib Razak e Low.

Il contributo di 1Mdb era di 1 miliardo di dollari, ma solo 300 milioni andarono nei conti nell’azienda, mentre gli altri 700 finirono ad una società di comodo con base alle Seychelles, denominata Buona Stella Ltd. Dove confluirono, poche settimane dopo il primo bonifico, altri 330 milioni di dollari del Fondo malese.

Da quel momento fu un susseguirsi di operazioni dai costi estremamente elevati e dalla trasparenza praticamente nulla. Così, alla fine dei giochi (gennaio 2016) il conto era levitato fino all’equivalente di 3,7 miliardi di euro. Con la compiacenza di grossi gruppi bancari, che nonostante i dubbi avrebbero chiuso gli occhi, politici corrotti e controllori che hanno dovuto voltare la faccia dall’altra parte. Per quello che si profila come uno degli scandali più grossi della storia del mondo.

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2 commenti

  1. Nakatomy

      

    Visto che non credete @ Nakatomi 
    http://www.tvsvizzera.it/qui-svizzera/Scandalo-fondo-malese-1MDB-offensiva-USA-7775867.html
    Alfredo Gysi, ex direttore generale di BSI  
     
     

    “Bonus e varie per 70 milioni
    Ora fa il filantropo a Londra 
    Che blip significa ancora non lo capito ah ah ah ah ah 

     
    http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Bonus-e-varie-per-70-milioni-7645538.html

  2. Nakatomy

      

    Vi siete dimenticati di dire che tutto questo è  accaduto quando la BSI di Lugano , strana coincidenza..
    Era controllata da uomini delle Generali assicurazioni ah ah ah ah