Lagarde (Fmi): “Ue incompiuta senza un ministro delle Finanze unico”

“La zona euro indubbiamente sta molto meglio oggi di quanto stesse nel 2008: adesso ha un meccanismo europeo di stabilita’, ha rafforzato le sue strutture di vigilanza, ha …

“La zona euro indubbiamente sta molto meglio oggi di quanto stesse nel 2008: adesso ha un meccanismo europeo di stabilita’, ha rafforzato le sue strutture di vigilanza, ha una regolamentazione comune migliore nel settore bancario e cosi’ via”. Lo afferma Christine Lagarde, direttrice generale del Fmi, in un’intervista a Lena, alleanza editoriale di sette giornali europei di cui fa parte Repubblica.

“Fino a quando non avra’ un Patto di stabilita’ e crescita chiaro, efficiente e rispettato piu’ di come avviene oggi – sottolinea Lagarde – fino a quando non avra’ politiche fiscali uniche e comuni, fino a quando un giorno non avra’ la capacita’ di migliorare e gestire il debito sulla base dell’euro, fino a quando non avra’ un unico ministro delle Finanze come Jean-Claude Trichet sollecitava gia’ cinque anni fa, e fino a quando non avro’ portato a termine l’unificazione bancaria, non possiamo affermare che la missione e’ compiuta”.

Il dibattito sulle elezioni francesi, prosegue Lagarde, “in verita’ ha il suo peso sulla fiducia e sulla stabilita’ della zona euro, perche’ se uno dei partner piu’ grandi si chiede se il suo futuro e il suo destino siano dentro o fuori dal gruppo, per tutti gli altri si apre un grosso interrogativo”. Lagarde spiega che “in qualita’ di capo dell’Fmi non mi e’ consentito scendere in dettagli a proposito della Francia.

Chiaramente, pero’, la preoccupazione per l’esito incerto delle elezioni aumenta. Indubbiamente, la questione e’ di enorme importanza per il ruolo che ha la Francia, per le dimensioni dell’economia francese in rapporto a quelle di altri partner della zona euro. Quanto prima svanira’ tale incertezza tanto meglio sara’ per l’economia globale e, naturalmente, per l’economia della zona euro”.

Parlando degli Stati Uniti, Lagarde evidenzia “grandi discrepanze tra la retorica usata nel periodo pre-elettorale e i provvedimenti varati nelle recenti settimane. Sono dell’opinione che, piu’ che fare speculazioni sulla possibile interpretazione di questa o quella cosa, sia indispensabile concentrarsi sulle misure effettive, sulla determinazione politica, sulle leggi approvate”.

Infine, a proposito della Grecia, la direttrice del Fmi sottolinea che “qualsiasi cosa il Fondo decida di finanziare, se aderissimo., sarebbe sulla base sia della strada fiscale da percorrere sia sulla nostra analisi di sostenibilita’ del debito. Sul lungo periodo noi crediamo che un disavanzo primario dell’1,5% sia ragionevole. Se gli europei decideranno in maniera diversa allora dovremo tenerne conto. In ogni caso, pero’, non possiamo adottare previsioni irragionevoli o costruire quadri macroeconomici ingiustificabili”. (MF-DJ NEWS)

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