Merkel attacca il protezionismo iper-nazionalista di Trump

La Cancelliera reagisce all’annuncio di dazi Usa su pannelli solari e lavatrici, che hanno innescato le proteste di Cina e Corea del Sud.

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“Il protezionismo non è una buona soluzione ai problemi globali”: lo ha dichiarato la Cancelliera tedesca Angela Merkel, intervenuta al Forum economico di Davos, alla vigilia dell’arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“Se pensiamo che la situazione non sia giusta, che i meccanismi non siano reciproci, allora occorre trovare delle soluzioni multilaterali e non unilaterali”, ha proseguito Merkel.

La Cancelliera ha elogiato il multilateralismo commerciale e la cooperazione internazionale di fronte al riscaldamento globale, principi regolarmente criticati dall’amministrazione statunitense: “Il populismo è un veleno”, ha concluso.

Trump è atteso a Davos domani: il suo arrivo è stato preceduto dall’annuncio di nuovi dazi, su pannelli solari e lavatrici importate, che hanno innescato le proteste di altri Paesi, come Cina e Corea del Sud. A difendere questi provvedimenti è stato il segretario Usa al Commercio, Wilbur Ross, a sua volta a Davos.

“Le guerre commerciali si combattono tutti i giorni e, sfortunatamente, ogni giorno ci sono diverse parti che infrangono le regole e cercano di ottenere vantaggi indebiti: è da tempo che ci sono guerre commerciali, la differenza ora è che le truppe americane stanno salendo sui bastioni”.

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1 commento

  1.   

    WASHINGTON IMPAZZITO FA GLI ELOGI DI TRUMP
    Il The Washington Post è da sempre la Linea Maginot dei liberal democratici, il loro Vallo Atlantico. Per i liberal quel giornale equivale ad Alamūt per i Nizariti oppure Masada per per gli Ebrei.
    È fucina di idee, elaborazioni concettuali, corifeo del credo ideologico liberal.
    Tempio solenne della più moderna disinformacija, ove neppure la data ed il nome della testata sono vere: è il mausoleo alle mezze verità. Posto ove la calunnia da mezzo è diventata fine: scopo di vita.
    Ne parliamo così bene ed in modo così laudativo perché il cinque gennaio il The Washington Post ha pubblicato una notizia vera, controllata e controllabile.
    L’articolo pubblicato dal The Washington Post ha fatto clamore non tanto per il fatto riportato, quanto piuttosto per la fonte.
    La eccezionalità dell’evento è testimoniato dal fatto che persino The White House ne ha preso atto.
    ” sotto trump, c’erano 1.8 milioni di persone in più che lavorano a dicembre che a gennaio. Sotto Obama, 4.3 milioni in meno “”ma stiamo confrontando i primi anni qui, e su quella metrica Trump è costantemente migliore di  Obama”
    ” la disoccupazione è a due anni di distanza
    https://senzanubi.wordpress.com/2018/01/26/trump-washington-post-impazzito-fa-gli-elogi-di-trump/