Attacco tedesco: “Banche, disoccupazione e Sud arretrato: Italia malato d’Europa”

“È l’Italia il Paese più malato d’Europa?”. La domanda se la pone Die Welt, in un commento dal titolo “Ma quale bella figura” dedicato alla situazione economica del …

“È l’Italia il Paese più malato d’Europa?”. La domanda se la pone Die Welt, in un commento dal titolo “Ma quale bella figura” dedicato alla situazione economica del nostro Paese, aggiungendo che “in questo periodo di crisi generale è difficile immaginarsi nell’Europa centrale un Paese che dia più preoccupazioni dell’Italia”. Il quotidiano conservatore riassume quelli che ritiene essere i punti deboli della situazione italiana: dalle difficoltà bancarie alla scarsa crescita economica, dalla persistente arretratezza del Mezzogiorno alla disoccupazione soprattutto giovanile, dalla lentezza delle riforme all’ascesa delle forze populiste, in particolare dei 5 Stelle di Beppe Grillo.

Die Welt rilancia alcuni commenti critici di una parte della stampa italiana verso il primo ministro Matteo Renzi, evidenziando come il suo destino sia legato alla sorte del referendum di ottobre. Bisogna ora vedere se l’Italia (definita “artista della sopravvivenza”) riuscirà a trovare una scappatoia per le sue banche malate o se l’Ue debba intervenire per tirarla fuori d’impaccio, conclude Die Welt, ma “al momento non fa una bella figura”.

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3 commenti

  1.   

    Forse i tedeschi si sono già dimenticati delle decine di miliardi cha abbiamo messo per parare il c.. alle loro banche e a quelle francesi dall’eccessiva esposizione verso la Grecia. Continuino pure a guardarsi l’ombellico e a dire che sono i migliori di tutti, che poi alla fine il conto lo pagheranno anche loro. Pensano solo ai loro interessi, hanno esportato deflazione salariale e fanno pure politiche di bilancio restrittive, con record continui di bilancia commerciale. Ma in una unione monetaria non si può prosperare per sempre a danno degli altri, quello che non può durare per sempre non durerà.

  2.   

     
    L’Italia non è in crisi bancaria: è in crisi da euro
     
    http://vocidallestero.it/2016/07/23/litalia-non-e-in-crisi-bancaria-e-in-crisi-da-euro/
     
    Da Marketwatch, un breve ed incisivo articolo sulla crisi bancaria italiana: quella che sta vivendo l’Italia non è la classica crisi bancaria innescata dallo scoppio di una bolla; le banche, gestite per altro in modo molto cauto e assennato, sono in sofferenza perché la crescita nel paese è sparita da un ventennio, a causa del declino della produttività innescato dall’ingresso nell’euro.
     
    di Matthew Lynn, 21 luglio 2016
     
    L’Italia ha una crisi bancaria – quindi presumibilmente ha avuto quel tipo di folle boom che in genere conduce ad un crollo finanziario.
     
    Ad esempio, piccoli mini-appartamenti in vendita a Torino per un milione di euro. Banchieri che tracannano Asti Spumante e sniffano coca nei club di lap dance di Milano. Concessionari Ferrari che vendono ad adolescenti macchine nuove da duecentomila euro, senza alcun controllo sul credito. Vecchie signore che scivolano fuori dalla folla per piazzare ordini su azioni da due soldi coi loro smartphone.
     
    Ma aspettate. L’Italia non ha visto niente del genere. Negli ultimi dieci anni, la crescita è stata completamente piatta. I prezzi delle case in realtà sono in discesa. I mercati azionari hanno avuto l’euforia di uno dei comizi elettorali di Angela Merkel, all’incirca. In effetti, l’Italia adesso ha la sbornia, senza mai aver partecipato alla festa.
     
    In realtà, l’Italia non ha affatto una crisi bancaria. Ha una crisi valutaria. L’euro ha succhiato la domanda fuori dall’economia e ha ucciso la crescita. Il risultato? Le sofferenze sono……………………………….
    ……………………..
    ……….ecc………….
    ……….

  3.   

    Che buffoni, prima ci affossano con la globalizzazione e l’euro progettati a loro uso e consumo e poi ci accusano di avere le banche in crisi e il sud arretrato. Bene, visto che noi siamo una zavorra, che ci lascino uscire dall’euro, così possiamo chiudere con la globalizzazione, sfruttare la nuova lira svalutata e ripartire con l’economia. A quanto pare non va bene neppure questo, in parole povere i tedeschi vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca, o meglio vorrebbero trascinarci in una crisi tale da poter rilevare l’intera Italia a saldo e stralcio più o meno come il porto di Atene. Prima usciamo da questa Europa demenziale e prima torneremo a crescere, viceversa se restiamo abbiamo la fossa già scavata.