Caprotti lascia Esselunga a moglie e figlia, metà del patrimonio personale alla segretaria

Il testamento di Bernardo Caprotti consegna Esselunga alla seconda moglie Giuliana Albera e alla ultimogenita Marina Sylvia. Nelle sue ultime volontà, aperte dal notaio Carlo Marchetti alle 16 …

Il testamento di Bernardo Caprotti consegna Esselunga alla seconda moglie Giuliana Albera e alla ultimogenita Marina Sylvia. Nelle sue ultime volontà, aperte dal notaio Carlo Marchetti alle 16 e 30 nel suo studio di Via dell’Agnello a Milano, il patriarca – a quanto si apprende – ha destinato loro il 25% della quota disponibile dell’eredità, lasciando ai figli di primo letto, Giuseppe e Violetta – cui il documento è stato letto in un secondo momento, alle 18 – unicamente la quota legittima, pari al 16,6% ciascuna.

In questo quadro a Albera e figlia va il 66,63% della Supermarkets Italiani, la holding del gruppo della grande distribuzione. Al primogenito e alla seconda figlia, che nel 2011 si erano visti revocare dal padre la totalità delle azioni, resterà il 16,6% ciascuno, in tutto il 33,3%, nemmeno sufficiente a formare una minoranza di blocco. Un testamento all’insegna della continuità manageriale per l’Esselunga oggi guidata dal presidente Vincenzo Mariconda e dall’ad Carlo Salza.

Quanto al patrimonio personale, dal testamento emerge che Caprotti ha lasciato la metà dei suoi risparmi alla segretaria Germana Chiodi, alla quale negli anni passati aveva già fatto una donazione milionaria, e per l’altra metà ai nipoti. Si tratta dei tre figli di Giuseppe Caprotti e di Andrea e Fabrizio, figli di Claudio, fratello del fondatore di Esselunga, suo socio agli inizi dell’avventura imprenditoriale nei supermercati.

In mattinata, invece, si è riunito il cda di Supermarkets Italiani. Gli amministratori hanno deciso «in considerazione della scomparsa del dottor Bernardo Caprotti, di non dar corso, allo stato, ad operazioni relative alla controllata Esselunga». La catena, dunque, da ieri non è più in vendita. I due fondi che avevano presentato le manifestazioni di interesse – Cvc e Blackstone – dovranno attendere e armarsi di santa pazienza.

Il cda, nella stessa riunione, ha cooptato e nominato presidente Piergaetano Marchetti (peraltro zio del notaio che ha letto il testamento, al posto del fondatore. Per il resto tutti i consiglieri della società che controlla Esselunga, si legge in una nota emessa dopo la riunione, «hanno espresso gratitudine ed hanno reso omaggio alla figura del fondatore per la straordinaria storia imprenditoriale di cui è stato protagonista e che ha consentito ad Esselunga di diventare leader riconosciuto a livello internazionale nel settore della grande distribuzione».

Quanto alle altre parti del lungo documento, ci sono disposizioni che riguardano anche il patrimonio artistico. Diversi quadri sono stati donati al museo del Louvre. Mentre a tutti i nipoti di Bernardo Caprotti è stato lasciato del denaro. «Faremo di tutto per salvaguardare il gruppo» Esselunga. Questo l’unico commento di Giuseppe Caprotti, figlio dell’imprenditore brianzolo scomparso venerdì scorso, all’uscita dello studio del notaio Marchetti dove è stato aperto il testamento di Bernardo Caprotti.

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