Con la resa alla prepotenza tedesca o americana, l’Italia sarà sempre più debole

Finché la soluzione delle inefficienze del sistema pubblico saranno le privatizzazioni, il sistema pubblico non farà che peggiorare. Finché la soluzione della corruzione dei politici sarà la concentrazione …

Finché la soluzione delle inefficienze del sistema pubblico saranno le privatizzazioni, il sistema pubblico non farà che peggiorare.

Finché la soluzione della corruzione dei politici sarà la concentrazione del potere nelle mani del governo, la politica sarà sempre più corrotta.

Finché la reazione alla debolezza dell’Italia sarà la resa alla prepotenza tedesca o americana, l’Italia sarà sempre più debole.

E finché la reazione alle insufficienze della democrazia sarà il qualunquismo del “tanto sono tutti uguali”, la democrazia resterà insufficiente.

È il facile giochetto del potere liberista: promuovere sistematicamente incompetenza e superficialità per convincere la gente che il problema è lo Stato e così permettere ai miliardari e alle loro corporation di appropriarsi a prezzi di liquidazione dei beni comuni.

Dal tunnel si esce soltanto facendo una scelta netta, irrevocabile, a favore dello Stato: ribadendo che lo Stato siamo noi e che rassegnarsi alla sua (nostra) deriva non ci migliora né ci salva ma soltanto fa il gioco dei ricchi e dei loro servi.

repubblica-italiana

Il sistema pubblico va reso efficiente, la politica va sanata, l’Italia deve recuperare la sua autonomia, la fiducia nella democrazia va ricostruita: ma lo si potrà cominciare a fare solo dopo che le ipotesi di deregulation e liberalizzazione saranno state definitivamente scartate.

Fino a che non accade i poteri forti della finanza e dei media avranno interesse a impedire miglioramenti: sono quelli che profittano delle guerre, delle crisi, delle catastrofi, della disperazione della gente: ovvio che soffino sul fuoco.

Il primo passo, insufficiente ma necessario, è votare NO al referendum: no a Renzi, no al Pd, no allo smantellamento della Costituzione, no alla dissoluzione dello Stato.

di Francesco Erspamer

Questo articolo e’ stato originariamente pubblicato su Facebook

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4 commenti

  1.   

    in questo pezzullo da facebook sono enunciati una serie di principi generali (o generici) su cui e’ difficile non essere d’accordo. Forse chi sostiene Renzi e il si al ref potrebbe non condividere magari e donchiamente perfino… l’ultimissima riga, ma per il resto il prof dal nome impronunciabile mi sembra propali luoghi comuni e slogan da lunotto (dell’auto) un tot al chilo. Dove casca l’asino? Su come ATTUARE le cose da fare (la parola riforme mi da’ il voltastomaco) con chi, e con quali forze politiche. In Europa o fuori? Con l’euro o senza? Scusate, ma mi sono stufato dei soloni che pontificano e inondano il web con fiumi di parole. AGIRE! (sembra facile…)

  2.   

    hai perfettamente ragione. ed è l’abbinamento renzi potere che mi spaventa e delle lobbyes che frequenta. vedi in fatto di poteri unici come sai io ne sono un sostenitore..i motivi li ho elencati più volte… ma questo è il raggiungimento del potere in maniera subdola senza poi pagarne i prezzi..piazzale loreto…  tanto è stato cesare e tanti altri che mi hanno votato…. anche se quì si parla di nemmeno il 30 per cento manco degli elettori, ma dei votanti…..sb

    Originariamente inviato da Cesare58: E’ difficile scegliere, avremmo bisogno di toglierci dai piedi un senato che serve solo a fare il gioco ricattatorio dei piccoli partiti lasciando il Paese in un immobilismo legislativo da sempre preoccupante e inconcludente. Peraltro rafforzare il potere esecutivo di un governo sotto scacco delle lobbies internazionali è come portare il Paese al patibolo in attesa dell’esecuzione certa. Avere nella camera un potere legislativo unico e quindi veloce, la garanzia al governo di poter provvedere con prontezza alle necessità del Paese, sempre che il governo in carica abbia come fine le necessità del Paese e del popolo e non gli intenti distruttivi delle lobbies internazionali che ci hanno portato a tale tragico declino economico, sociale e potrei dire culturale. Alla fine quello che conta è la buonafede e la preparazione dei nostri governanti, se vengono a mancare qualsiasi sistema si scelga il Paese è spacciato…

     

  3.   

    IN GRECIA LA TROIKA VIETA DI SUONARE LE CAMPANE. MA LO SA INTROVIGNE?
     
    http://www.maurizioblondet.it/grecia-la-troika-vieta-suonare-le-campane-lo-sa-introvigne/
     

    …e la Grecia non è più un paese, ma un territorio neo-colonizzato, amministrato dall’estero scelto fra i tanti col fine di applicare la sperimentazione olistica e totalitaria della “governance planetaria”.

     

  4.   

    E’ difficile scegliere, avremmo bisogno di toglierci dai piedi un senato che serve solo a fare il gioco ricattatorio dei piccoli partiti lasciando il Paese in un immobilismo legislativo da sempre preoccupante e inconcludente. Peraltro rafforzare il potere esecutivo di un governo sotto scacco delle lobbies internazionali è come portare il Paese al patibolo in attesa dell’esecuzione certa. Avere nella camera un potere legislativo unico e quindi veloce, la garanzia al governo di poter provvedere con prontezza alle necessità del Paese, sempre che il governo in carica abbia come fine le necessità del Paese e del popolo e non gli intenti distruttivi delle lobbies internazionali che ci hanno portato a tale tragico declino economico, sociale e potrei dire culturale. Alla fine quello che conta è la buonafede e la preparazione dei nostri governanti, se vengono a mancare qualsiasi sistema si scelga il Paese è spacciato…