Trump Presidente. Finita l’America come la conoscevamo. Da oggi, rischi globali

Voto shock negli Stati Uniti: sovvertendo tutti i pronostici della vigilia, Donald Trump, a sorpresa, è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Trump ha conquistato la Casa Bianca assicurandosi 306 …

2572 38
2572 38

Voto shock negli Stati Uniti: sovvertendo tutti i pronostici della vigilia, Donald Trump, a sorpresa, è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Trump ha conquistato la Casa Bianca assicurandosi 306 grandi elettori, lasciando Hillary Clinton a quota 232. Flop della Clinton – dunque – che lo chiama e gli concede la vittoria. Trump vince in quasi tutti gli ‘swing state’, tra gli altri Florida, Ohio, Virginia, Iowa e Nevada.

L’elezione del candidato Repubblicano pesa sui mercati ma il paventato panico non c’è.

Il tycoon, tra l’altro, lancia messaggi rassicuranti. “Sarò il presidente di tutti gli americani”, ha promesso Trump.  ”Cercheremo alleanze, non conflitti, nel mondo”, dice ancora Trump, sottolineando che gli Stati Uniti “andranno d’accordo con tutti coloro che vorranno andare d’accordo con noi”. Il presidente uscente Barack Obama chiama Trump e la responsabile della campagna del prossimo inquilino della Casa Bianca, Kellyanne Conway, fa sapere che i due “si incontreranno presto”.

IL DISCORSO DEL NEO-PRESIDENTE – VIDEO –

E’ una notte storica. Gli americani hanno parlato, e hanno eletto il loro campione”, ha detto Mike Pence, il candidato alla vice presidenza di Trump, salendo sul palco allestito all’Hilton con la sua famiglia.

Agli antipodi l’atmosfera tra i fan di Clinton, che hanno lasciato il Javits Center tra le lacrime. “Andate a casa, non avremo niente da dire stasera“, dice John Podesta, il manager della campagna di Hillary Clinton, intervenendo al Javits Center.

Al termine dell’election day, i repubblicani mantengono inoltre il controllo di Camera e Senato al Congresso. Massachusetts e California hanno dato il via libera alla legalizzazione della marijuana per uso ricreativo, mentre il Nebraska ha votato per ripristinare la pena di morte. Nella notte si era fatto sentire anche il presidente uscente Barack Obama: “Non importa cosa accadrà, il sole sorgerà al mattino e l’America rimarrà ancora la più grande nazione al mondo”, ha detto in un video pubblicato da Buzzfeed su Twitter esortando gli americani a rimanere uniti.

Dimostrazioni di protesta contro Donald Trump stanno avendo luogo in diverse città degli Usa: da Oakland (California) a Los Angeles, a Portland (Oregon) e New York. Lo scrive il Guardian. All’Università della California a Los Angeles “diverse centinaia” di studenti si stanno radunando, mentre a Portland i dimostranti hanno anche acceso un falò. Proteste anche a Davis (California) e alla Columbia University di New York.

****

Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America. Il risultato che nessuno si attendeva ha smentito i sondaggisti e una campagna elettorale in cui il 70enne magnate e candidato repubblicano aveva perso i tre duelli tv con Hillary Clinton ed era inciampato in una serie di gaffe e scandali che sembravano precludergli la Casa Bianca. Dopo poche macchie blu apparse sui contorni della mappa americana, già dalle prime ore dello spoglio elettorale, Stato dopo Stato, tutto si è colorato di rosso repubblicano.

TRUMP “SARO’ PRESIDENTE DI TUTTI”

Emozionato, è salito sul palco nella ballroom dell’hotel Hilton, nel cuore di Manhattan, con la famiglia al completo, Melania, la nuova First Lady vestita di bianco, e tutti i figli. Il repubblicano Donald Trump, ha fatto il suo discorso della vittoria, promettendo al Paese unità dopo la violenta campagna elettorale contro la candidata democratica, Hillary Clinton. “E’ giunto il momento di cicatrizzare le ferite, il popolo americano è uno solo e dobbiamo essere uniti. A tutti i repubblicani e democratici e indipendenti nel Paese, io dico è arrivato il momento di essere un popolo unito. Lo prometto a tutti i cittadini del Paese. Sarò il presidente di tutti gli americani e questo è estremamente importante per me”.

Affiancato dall’uomo che sarà il suo vice, il governatore dell’Indiana Mike Pence – che poco prima lo aveva introdotto parlando di “una notte storica” e ringraziando gli americani per la fiducia accordata – Trump ha fatto presente che la Clinton lo ha chiamato per ammettere la sconfitta. E dopo settimane e mesi in cui l’aveva chiamata ‘crooked Hillary’, la ‘corrotta’, e ‘nasty woman’, ‘donna cattiva’, ha avuto toni decisamente più concilianti: “Hillary ha lavorato a lungo e duramente per tanto tempo. E ho nei suoi confronti un debito di gratitudine per il suo servizio al Paese. Lo penso davvero”. Poi ha confermato il suo slogan della campagna elettorale, promettendo di rendere grande di nuovo l’America. Chi lo ha portato alla Casa Bianca “è un movimento composto da americani di ogni razza, religione, ideali, che si aspettano che il governo sia al servizio della gente e sarà veramente così”, ha assicurato.

Il nostro Paese non sarà secondo a nessuno” e ha assicurato, “ricostruiremo tutto”. “Ho trascorso tutta la mia vita nell’imprenditoria e ho cercato di potenziare nuovi progetti. Adesso lo farò per il mio Paese, che ha potenzialità incredibili, ogni americano avrà le sue chance e tutti quelli che sono stati dimenticati in passato non lo saranno più”, ha scandito. Il futuro presidente ha promesso “un progetto nazionale di rinnovamento”, preannunciando che raccoglierà le menti “migliori e più brillanti”. “Raddoppieremo la nostra crescita e avremo l’economia più forte del mondo”, ha assicurato. “Vi prometto che non vi deluderò, faremo un lavoro eccellente”. “Spero che alla fine dei 4 anni, e forse anche 8 anni, direte che veramente valeva la pena lavorare per questo e che sarete orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. La campagna è terminata ma il nostro lavoro è appena all’inizio”. Quanto al fronte internazionale, Trump ha assicurato che vuole “buoni rapporti con l’estero” e che sarà “giusto con tutti i popoli e le nazioni”. “Con il mondo cercheremo alleanze, non conflitti, e – ha assicurato – gli Usa andranno d’accordo con tutti coloro che vorranno andare d’accordo con noi”. “Voglio dire alla comunità internazionale che metteremo sempre gli interessi dell’America dinanzi e ci comporteremo in maniera giusta con tutti i popoli e le altre nazioni”. “Lavoreremo con tutte le nazioni che saranno disponibili a lavorare con noi: l’America non si accontenterà più di nulla che non sia il meglio. Dobbiamo rilanciare il destino del nostro Paese, il suo grande sogno, con coraggio e audacia”.

***

Donald Trump sempre più vicino alla Casa Bianca. Dopo aver vinto nello Stato chiave della Florida, il candidato repubblicano continua a guadagnare terreno verso i 270 grandi elettori necessari per diventare presidente degli Stati Uniti. Con Wisconsin (10 grandi elettori), Georgia (16), Iowa (6), Idaho (4) e Utah (6), Trump è arrivato a quota 244, mentre Hillary Clinton è ferma a 215. La ballroom dell’Hilton di Manhattan dove sono radunati i sostenitori di Trump ha tremato dopo la notizia che il candidato repubblicano aveva conquistato anche la Florida, proiettandolo sempre più vicino alla Casa Bianca. La gioia sembra incontenibile tra i suoi. Ormai gli invitati sono una curva da stadio che esulta e non sta nella pelle.

“La strada ora è tutta in discesa”, “questa volta ce la facciamo”, gridano alcuni di loro. Con l’avanzata di Trump, crollano le borse: a Wall Street, i future sullo S&P 500 sono arrivati a perdere il 4%, il Dow Jones perde 625 punti, oltre il 3%. Anche le chance di un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed scendono sotto il 50% dal 78% di prima dell’inizio dello spoglio dei voti.

La notizia che Trump si avvicina alla soglia della Casa Bianca si ripercuote anche oltre confine. Il peso messicano, termometro delle elezioni americane, affonda del 12%, il calo maggiore dal 2008. Il sito ufficiale del Canada dedicato ai servizi di informazione per ottenere il visto d’ingresso – immigration service – è “irraggiungibile”, riferiscono i media internazionali i quali sottolineano che “il tilt è probabilmente legato” ai risultati di Trump nelle presidenziali Usa. A prescindere da chi sarà il nuovo presidente americano, non “ci saranno gravi impatti sulla Cina”: è la posizione che prevale sui media di Pechino, mentre sono ancora in corso le operazioni di spoglio del voto negli Stati Uniti.

***

L’avanzata di Donald Trump, secondo le proiezioni dei media americani, affonda Wall Street.

I future dello S&P 500 arrivano a perdere a perdere il 4%, il Dow Jones perde 625 punti, oltre il 3%. mentre la Borsa di Tokyo, dopo l’avvio positivo, ha una brusca inversione di rotta.

L’indice Nikkei registra un crollo del 4,86%, scendendo vertiginosamente sotto quota 17.000.000 con una perdita di oltre 800 punti, sui segnali di un consolidamento delle preferenze per il candidato repubblicano.

Crolla il dollaro nel cambio con l’euro, con l’avanzare dei risultati dagli Usa infatti la moneta del Vecchio continente si è via via rafforzata passando da un cambio di 1,10 biglietti verdi agli attuali 1,12852 in rialzo del 2,46%.

***

“Non importa cosa accadrà, il sole sorgerà al mattino e l’America rimarrà ancora la più grande nazione al mondo”. E’ il video messaggio di Barack Obama pubblicato da Buzzfeed su Twitter dove il presidente americano esorta gli americani a rimanere uniti, qualunque siano i risultati delle elezioni presidenziali.

In this article

Scrivi un commento

38 commenti

  1. Cesare58

      

    Robyuan hai ragione,sono un imbecille idealista, uno che sperava in una classe politica che potesse fare non solo, ma anche gli interessi dei cittadini elettori. Non ho capito una fava. Gli elettori, i cittadini, sono solo un paravento, una falsa legittimazione per portare avanti interessi privati che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini. Dall’impero romano ad oggi sono passati quasi due millenni, e le cose invece di migliorare sono peggiorate. Probabilmente Trump e Clinton alla fine sono la stessa persona, con aspetti differenti, ma identici scopi. L’importante è dare al popolo l’illusione di poter scegliere, ma nella realtà non possono scegliere niente perchè entrambe le possibilità di scelta portano nella stessa direzione. Uno scacchista direbbe: scacco matto alla libertà. 

  2.   

    Mamma mia in che mondo di bufale  viviamo! Sul WSI davano fino a qualche settimana fa Killary vincente al 92% contro 8% per Trump, verso i primi di novembre si erano leggermente scostati da 92 a 82% Killary e un po’ sopra il 10% Trump, ovviamente c’erano anche altri concorrenti che falsavano ancor più il modello matematico. Mi chiedo ma chi fa queste statistiche, dà i numeri diremmo noi, e li dà come i maghi in tv per l’ambo viene pure pagato? Perchè se è così barano tre volte: 1 barano sul servizio dell’informazione, 2 barano per conto di chi organizza scommesse, 3 barano per se stessi se per caso sono nel giro delle scommesse.Hanno molti molti modi di guadagnare mentendo.

  3. robyuankenobi

      

    continuo l’intervento causa scappamento dito su tastiera. vedi pure trump non è uno stinco di santo. le..porcherie… a suo carico ci sono. Inoltre circa metà degli americani  ha votato per lei e quindi loro si debbono  sentir rappresentati..lo ha detto lo stesso trump. Altrimenti penso che ci saran manifestazioni..tipico delle sinistre quando perde… un paese che coltiverà l’odio… come da noi dal 45… Se TRUMP   vuol far grande l’america non ci riuscirà col 51 per cento. Lo avessero capito anche in ITALIA  quelle emerite teste di ca..volo non avremmo tutti questi problemi.  perchè chì vince .. e sarà il perdente di domani.. vuol il nemico non solo sconfitto ma eliminato.. Pensaci Cesare. sei intelligente e quindi in grado di arrivare ad una soluzione diversa ..dallo sgabuzzino…

    Originariamente inviato da robyuankenobi: cesare si tratta di REALPOLITIK.. vedi non potendoli sterminare te li devi fare amici. vedi 
     

    Originariamente inviato da Cesare58: Robyuan sei troppo ottimista, la Clinton la devi mettere nello sgabuzzino e chiuderla a chiave. Quella è un killer seriale, se le lasci un briciolo di potere non farà altro che portare avanti gli interessi devastanti delle lobbies che rappresenta. Negli USA vi sono un mare di cialtroni legati alle lobbies economiche in grado di fare qualsiasi porcata pur di acquisire potere e ricchezza, al confronto il nostro fiorentino è un’anima candida. La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi lasciando gli altri con le tasche vuote passa sempre e inevitabilmente attraverso le multinazionali e la globalizzazione da loro inventata per acquisire manodopera a costo zero con cui produrre quello che poi ti vendono a caro prezzo. Sono riusciti anche a veicolare “la truffa” assoldando fior di economisti ciarlatani e corrotti e a veicolare il processo di globalizzazione dell’economia in nome delle disuguaglianze e contro la povertà nel terzo mondo. Nella realtà l’intento era ed è quello di sbarazzarsi di tutte le piccole e medie imprese nazionali, di approvvigionarsi all’infinito di manodopera a costo quasi zero, di delocalizzare fiscalmente gli utili nei paradisi fiscali e quindi di concentrare il potere economico, finanziario e quindi politico nelle mani di pochi plutocrati privi di scrupoli. Il gioco è un gioco sporco, ben congeniato, tant’è che è durato circa 20 anni ed ha portato alla distruzione delle economie occidentali, del ceto medio e della classe operaia. La cosa strana è che nonostante l’evidenza dei fatti e delle conseguenze, ci siano voluti vent’anni affinchè tutto ciò apparisse comprensibile ai più, e sì che il ragionamento è basico non richiede grandi sforzi e grande preparazione, ma forse mi sbaglio….   

     

     

  4. robyuankenobi

      

    cesare si tratta di REALPOLITIK.. vedi non potendoli sterminare te li devi fare amici. vedi 

    Originariamente inviato da Cesare58: Robyuan sei troppo ottimista, la Clinton la devi mettere nello sgabuzzino e chiuderla a chiave. Quella è un killer seriale, se le lasci un briciolo di potere non farà altro che portare avanti gli interessi devastanti delle lobbies che rappresenta. Negli USA vi sono un mare di cialtroni legati alle lobbies economiche in grado di fare qualsiasi porcata pur di acquisire potere e ricchezza, al confronto il nostro fiorentino è un’anima candida. La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi lasciando gli altri con le tasche vuote passa sempre e inevitabilmente attraverso le multinazionali e la globalizzazione da loro inventata per acquisire manodopera a costo zero con cui produrre quello che poi ti vendono a caro prezzo. Sono riusciti anche a veicolare “la truffa” assoldando fior di economisti ciarlatani e corrotti e a veicolare il processo di globalizzazione dell’economia in nome delle disuguaglianze e contro la povertà nel terzo mondo. Nella realtà l’intento era ed è quello di sbarazzarsi di tutte le piccole e medie imprese nazionali, di approvvigionarsi all’infinito di manodopera a costo quasi zero, di delocalizzare fiscalmente gli utili nei paradisi fiscali e quindi di concentrare il potere economico, finanziario e quindi politico nelle mani di pochi plutocrati privi di scrupoli. Il gioco è un gioco sporco, ben congeniato, tant’è che è durato circa 20 anni ed ha portato alla distruzione delle economie occidentali, del ceto medio e della classe operaia. La cosa strana è che nonostante l’evidenza dei fatti e delle conseguenze, ci siano voluti vent’anni affinchè tutto ciò apparisse comprensibile ai più, e sì che il ragionamento è basico non richiede grandi sforzi e grande preparazione, ma forse mi sbaglio….   

     

  5. Cesare58

      

    Robyuan sei troppo ottimista, la Clinton la devi mettere nello sgabuzzino e chiuderla a chiave. Quella è un killer seriale, se le lasci un briciolo di potere non farà altro che portare avanti gli interessi devastanti delle lobbies che rappresenta. Negli USA vi sono un mare di cialtroni legati alle lobbies economiche in grado di fare qualsiasi porcata pur di acquisire potere e ricchezza, al confronto il nostro fiorentino è un’anima candida. La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi lasciando gli altri con le tasche vuote passa sempre e inevitabilmente attraverso le multinazionali e la globalizzazione da loro inventata per acquisire manodopera a costo zero con cui produrre quello che poi ti vendono a caro prezzo. Sono riusciti anche a veicolare “la truffa” assoldando fior di economisti ciarlatani e corrotti e a veicolare il processo di globalizzazione dell’economia in nome delle disuguaglianze e contro la povertà nel terzo mondo. Nella realtà l’intento era ed è quello di sbarazzarsi di tutte le piccole e medie imprese nazionali, di approvvigionarsi all’infinito di manodopera a costo quasi zero, di delocalizzare fiscalmente gli utili nei paradisi fiscali e quindi di concentrare il potere economico, finanziario e quindi politico nelle mani di pochi plutocrati privi di scrupoli. Il gioco è un gioco sporco, ben congeniato, tant’è che è durato circa 20 anni ed ha portato alla distruzione delle economie occidentali, del ceto medio e della classe operaia. La cosa strana è che nonostante l’evidenza dei fatti e delle conseguenze, ci siano voluti vent’anni affinchè tutto ciò apparisse comprensibile ai più, e sì che il ragionamento è basico non richiede grandi sforzi e grande preparazione, ma forse mi sbaglio….   

  6. robyuankenobi

      

    caro cesare concordo in pieno. TRUMP al momento si sta muovendo bene. veedi secondo me ha vinto perchè la classe media si è rotta i coglioni di pagare per tutti. quello che tenta di fare RENZI. eliminare il ceto medio. quello che avendo un minimo di autonomia patrimoniale è in grado di pensare con la sua testa e non deve delegare agli intellettualoni la propria volontà politica. eliminato il ceto medio . diventati tutti proletarii che lavorano alle coop il gioco è fatto. Pertanto in questo senso ben venga la vittoria di TRUMP  a cui seguirà..spero  la  LE PEN  e la mandata a casa del coniglione fiorentino,   Vedi TRUMP  a mio avviso avrebbe dovuto , nella risposta a hillary, dirle. cara hai perso io non serbo rancore, la tua enorme esperienza anche se talvolta usata in negativo mi è necessaria. vuoi fare il mio ambasciatore personale nel mondo? scegli tu la sede. Un poco quello che sostenevo anni fa alla sconfitta di berlusconi. Dicevo, nominatelo rappresentante economico o che altro per l’estero. mettetelo a servizio dello stato. ma quale esperienza si è fatto negli anni. quale miglior venditore, quale ricucitura di rapporti interni in un paese spaccato da secoli? ma son troppo utopista. Peter mi direbbe troppo intelligente. perfino……

    Originariamente inviato da Cesare58: Come dicevo prima delle elezioni, tra i due candidati Trump è il male minore, quindi non il candidato ideale, ma una ferita minore rispetto a quella mortale che sarebbe stata causata dall’elezione della Clinton. I propositi rivoluzionari in termini economici  che andrebbero nella direzione giusta per ridare fiato alle economie occidentali, bisogna vedere se gli permetteranno di attuarle. Stoppare la globalizzazione e separare le banche d’affari dalle banche ordinarie sono due provvedimenti che necessitano di un numero adeguato di guardie del corpo. Kennedy l’hanno ucciso solo per aver paventato di nazionalizzare la FED, e oggi mi sembra che Trump voglia andare ben oltre. L’America ormai da vent’anni, come l’Europa peraltro, non è più il Paese che ti offre la possibilità di emergere, di costruirti un’impresa partendo da zero, al massimo puoi proporre il tuo progetto ad un fondo di venture capital che analizzerà il tuo business, e se valido ti proporrà di entrare in società lasciandoti al massimo un 30% e  un posto nel consiglio di amministrazione con tutte le conseguenze del caso. Avendo azzerato il settore manifatturiero hanno azzerato l’incubatrice di qualsiasi azienda che parta da zero e hanno lasciato totalmente l’economia in mano alle multinazionali con tutte le conseguenze che ciò comporta soprattutto in termini di redistribuzione della ricchezza. L’America ha votato contro questo e altro, perciò ben venga Trump e a morte la Clinton. 

     

  7. Cesare58

      

    Come dicevo prima delle elezioni, tra i due candidati Trump è il male minore, quindi non il candidato ideale, ma una ferita minore rispetto a quella mortale che sarebbe stata causata dall’elezione della Clinton. I propositi rivoluzionari in termini economici  che andrebbero nella direzione giusta per ridare fiato alle economie occidentali, bisogna vedere se gli permetteranno di attuarle. Stoppare la globalizzazione e separare le banche d’affari dalle banche ordinarie sono due provvedimenti che necessitano di un numero adeguato di guardie del corpo. Kennedy l’hanno ucciso solo per aver paventato di nazionalizzare la FED, e oggi mi sembra che Trump voglia andare ben oltre. L’America ormai da vent’anni, come l’Europa peraltro, non è più il Paese che ti offre la possibilità di emergere, di costruirti un’impresa partendo da zero, al massimo puoi proporre il tuo progetto ad un fondo di venture capital che analizzerà il tuo business, e se valido ti proporrà di entrare in società lasciandoti al massimo un 30% e  un posto nel consiglio di amministrazione con tutte le conseguenze del caso. Avendo azzerato il settore manifatturiero hanno azzerato l’incubatrice di qualsiasi azienda che parta da zero e hanno lasciato totalmente l’economia in mano alle multinazionali con tutte le conseguenze che ciò comporta soprattutto in termini di redistribuzione della ricchezza. L’America ha votato contro questo e altro, perciò ben venga Trump e a morte la Clinton. 

  8.   

    “Le cose sono migliorate. La sinistra ha vinto la guerra culturale. I gay e le lesbiche possono sposarsi. La maggioranza degli americani ora adotta posizioni liberali in quasi tutti i quesiti elettorali. Paga uguale per le donne. Legalizzazione dell’aborto,  legalizzazione della marijuana”  ( Michael Moore)
    E questi sarebbero dei motivi per i quali gli americani avrebbero dovuto votare la Clinton?
     
     

  9. peter pan

      

    No Ronin, questa non è la risposta al guttalax, il mio commento precedente che parlava del guttalax era di ieri sera e apparentemente non l’ha visto il mio amico robyuan... non che mi importi molto, era una battuta scherzosa con la quale auspicavo che la signora coccodrilla mettesse il guttalax nel vinello del mio amico per fargli vedere le elezioni americane …. comodamente seduto sul cesso…
    Ma tant’è, dopo aver letto dottissime elucubrazioni sul tema della vittoria di Donald Duck ho capito che io non ci capisco un’emerita fava del tutto e che ogni mio commento sarebbe inutile e  superfluo… e allora mi addentro nel comico…. ma neanche così mi va bene… perchè sono piccolo e nero come Calimero….
    Te saludi!
    e inviato da ronin:   peter pan eccola la risposta al guttalax …  
     

    Originariamente inviato da robyuankenobi:

    il guttalax e perchè.  lo sai che io opero per..primo non prenderle.. certo oggi sono in rimessa ma sul portafoglio per così dire storico. ho titoli abbastanza solidi con buon dividendo tipo poste  telecom risp  cairo ed ultimamente  MOLMED  che avebvo e che ho venduto salvo  poi ultimamente ricomprarle. una obblig in rand… e qualche soldo liquido   sul conto. ciao  ma quando ti stabilisci in casa del consuocero?

     

    Originariamente inviato da peter pan: No caro robyuan, ce ne sono tanti anche in Italia!!! AhAhAhAh!!!! Hai preso il guttalax stanotte? Ieri avevo ridotto le posizioni in previsione di quanto successo, Brexit docet e mi domando: c’è ancora qualcuno che ci crede ai sondaggi???? Ho dato un verdino a Mulder per la vignetta: troppo bella e vera….. Bye bye!!!  

    Originariamente inviato da robyuankenobi: ma come ha fatto a perdere la gioiosa macchina da guerra clintoniana? gli ispanici eran con lei  , i neri pure gli ebrei anche. tutti i mass media eran con lei  il potere di wall street era con lei. il prec presidente era con lei . le major delle auto eran con lei. eppure l’hanno mandata a casa. Peccato che un voto conti uno  e non si pesi altrimenti avrebbe stravinto. Come diceva un solido intellettuale italiano per TRUM   votano gli imbecilli.  non credo che li abbian raggruppati tutti in nUSA

     

     

     
     

  10. ronin

      

     
    L’America profonda si rivolta contro l’Establishment: Trump vince
     
    http://www.controinformazione.info/lamerica-profonda-si-rivolta-contro-lestablishment-trump-vince/
     

    di  Luciano Lago
     
     
    Nonostante il sostegno massiccio di Wall Street, delle grandi banche, delle corporations, dei mega media e le centinaia di milioni di dollari pagati da queste entità’ economiche alla Clinton, gli americani dell’America profonda hanno affossato la “madame” ed si sono pronunciati a favore di Donald Trump.  Persino negli Stati tradizionalmente appannaggio dei democratici, gli elettori americani, impoveriti dalla globalizzazione e dalle speculazioni della grande finanza, voltano le spalle alla candidata dell’establishment, l’impresentabile Hillary Clinton, e danno il voto a Trump.
     
     
     
    I banchieri di Wall Street ed i raffinati cervelli della elite globali stanno schiumando rabbia ed i paludati giornalisti si arrampicano sugli specchi per commentare la truffa della manipolazione dei sondaggi.
     
     
    Neanche i milioni di dollari dei sauditi e l’appoggio dei F.lli Mussulmani sono stati sufficienti per sostenere la candidatura della madame Clinton, detta “la guerriera”, quella che voleva fare la guerra contro tutti, contro la Siria, all’Iran ed alla Russia e poi alla Cina.  Muhamed Gheddafi, fatto assassinare dalla Clinton, ha mandato la sua maledizione alla Clinton, quella del ghigno di soddisfazione alla notizia della sua barbara esecuzione.
     
     
    Interdetti e confusi gli “amichetti” e sostenitori italiani della Clinton, primo fra tutti Matteo Renzi, il fiorentino, quello che si era schierato entusiasta con la Clinton e che era arrivato a definire “un gigante” Barack Obama”, il nero che sta sulle palle dei cittadini dell’America profonda ma che ha beneficiato le grandi banche e le industrie degli armamenti.
     
     
    Ne vedremo delle belle anche in Europa………..sorge l’alba di un giorno nuovo.
     

  11. ronin

      

     
    Pensieri a caldo sulla Non Elezione di Hillary Clinton
    FONTE: MOON OF ALABAMA
    Traduzione per comedonchisciotte a cura di  BOSQUE PRIMARIO
     
    http://comedonchisciotte.org/pensieri-a-caldo-sulla-non-elezione-della-clinton/
     
    Appena mi sono svegliato ho scoperto che il mondo è cambiato. La Terza Guerra Mondiale non si farà più.   La mia previsione “non Hillary” per queste elezioni era giusta. Cioè, come credo, ha vinto  Trump. Non tanto per aver preso dei veri e propri voti, ma per averli presi dal candidato più merda che  i Democratici avrebbero potuto mettere in campo. Questo non è stato un “voto dei bianchi”. Trump ha fatto meglio di Romney  sia con i neri (+5) che con gli elettori latini (+2). ll razzismo non spiega questo voto. La Clinton ha promesso più guerre e chi avrebbe dovuto risponderle su questi argomenti si è tirato indietro.
    La gente ha votato contro la corruzione, contro un sistema di guerrafondai internazionale, contro gli attacchi portati dalla cultura alla loro vita e contro la manipolazione sionista e araba. In breve – hanno votato contro Hillary.
    Anche i media, insieme a tutta la loro manipolazione che hanno scritto continuamente e unilateralmente contro Trump e per la Clinton hanno perso. La gente non ha creduto a tutta quella merda di parte che, di fatto,  ha  controllato Trump per ogni suo piccolo problema ma che difficilmente ha raccontato qualcosa sugli enormi, veramente enormi, scandali e sulla corruzione che ha rivelato Wikileaks sui Clinton. Il mettere in piazza il controllo sui fatti non si è rivelata una buona arma in una guerra culturale.
    Questo non è stato un “voto dei bianchi” come qualche giornale ora comincerà a dire. Trump ha fatto meglio di Romney tra i neri ( 5 punti)  e tra i Latinos ( 2 punti).
    I leader politici in Europa se la faranno nei pantaloni. Quasi tutti, eccetto Putin, avevano scommesso pesantemente sulla Clinton. Anche i media europei si son schierati fortemente a favore della Clinton, ancor più che negli Stati Uniti nessuno ha detto una parola sulle reali posizioni politiche di Trump. Solo qualche frammentaria informazione sulla corruzione della Clinton è apparsa casualmente nelle pagine interne. Credono sempre a quello che scrive il New York Times come se fosse  l’essenza del pensiero americano, ma il NYT è molto lontano da quel pensiero.
    Nessuno tranne che un paio di orientatori di partito della costa orientale e il New York Times si sono preoccupati di quella ragazzina di 16 anni, che pensa di essere  “transessuale” e vuole utilizzare i bagni degli uomini. La gente normale ritiene che certe stupidaggini non meritino nessuna attenzione, se non addirittura un calcio nel culo. I movimenti a favore della migrazione e altri movimenti politici europei che parlano di correttezza ora cominceranno a vedersela più dura. Non potranno più continuare ad andare contro gli istinti della gente contando sui calmanti, sulle false parole di un Obama o di una Clinton.
    Il partito democratico non c’è riuscito. La corruzione consolidata dei capi di partito, che hanno buttato fuori  Sanders per puntare sulla  Clinton manipolando le primarie, ha fermato la naturale evoluzione che stava vivendo la base del partito. Sono sicuro che l’analisi post-mortem mostrerà che molti, molti dei potenziali elettori democratici sono rimasti semplicemente disgustati e sono rimasti a casa o hanno votato per un terzo candidato. Ma anche la struttura del partito repubblicano non è stata niente di  meglio. Hanno perso i loro elettori tanto da negare l’appoggio a Trump e da lavorare per la Clinton. Tutti i neo-cons che erano accorsi a sostegno della Clinton ora dovranno affrettarsi a tornare da Trump. Anche se avranno poche possibilità.
    Ma questa elezione ha creato anche nuovi ed enormi pericoli. La gente intorno a Trump, tra cui il suo vice-presidente, non sono persone realiste e sane di mente, ma sono ideologi piuttosto estremi. Ma nemmeno Trump lo è, e secondo me, è piuttosto pragmatico. I repubblicani hanno vinto anche al Senato e alla Camera. C’è il pericolo che certe politiche estreme saranno messe in atto  con enormi e terribili conseguenze a lungo termine. Ma bisogna ricordare che anche Obama ebbe la stessa situazione nei primi due anni della sua presidenza. Ma non ne ha mai approfittato, l’ha fatta evaporare .
    Riconquistare Camera e Senato tra due anni è un must per chiunque la pensi come un qualsiasi uomo della strada.
    Credo che questo risultato sia buono per la Siria e non lo sia per il Medio Oriente jihadista e sionista. Probabilmente è un bene anche per l’Europa e per la Russia. E’ un male per l’uguaglianza economica negli Stati Uniti.
    Io per primo mi sento più leggero. Gli elettori americani hanno rivoltato quella scacchiera che ha portato guerra e miseria per molta gente. Non sappiamo ancora quali saranno le nuove regole del gioco, ma penso che ci sia qualche probabilità che, adesso, ci sarà qualcosa di meno devastante per il bene del mondo.

  12. ronin

      

     
    Good morning, America ! (Raccolta di editoriali e commenti dalla rete sulla vittoria di Donald Trump)
     
    http://comedonchisciotte.org/good-morning-america-raccolta-di-editoriali-e-commenti-dalla-rete-sulla-vittoria-di-donald-trump/
     
    ………………………..
    …………..

     

  13. ronin

      

     
    Media bugiardi, rottamati dal voto degli americani
     
    http://www.libreidee.org/2016/11/media-bugiardi-rottamati-dal-voto-degli-americani/
     
    Puoi imbrogliare qualcuno una volta, ma non puoi fregare sempre tutti. Un vecchio adagio, su cui ora sorride, imperscrutabile e beffarda, la parrucca dell’impresentabile Donald Trump, incidentalmente eletto presidente degli Stati Uniti d’America proprio il 9 novembre, anniversario del crollo del Muro di Berlino. L’uomo che tra stracciato la terribile Hillary, che ha reso patetica l’ultima recita di Obama, e che – soprattutto – ha smascherato la cialtroneria universale dei media mainstream, dalla “Cnn” al “New York Times”, tutti schierati – in modo plumbeo, come in un regime totalitario – con la signora Clinton. E’ uno smacco che getta nel ridicolo giornalisti, anchorman, editori, analisti, inviati, reporter, celebrati esperti. Tutti fuori strada, disastrosamente. E quasi tutti in palese malafede: hanno finto di non vedere cosa covava nel ventre profondo dell’America. Hanno ignorato le notizie principali: come i sondaggi pro-Hillary ampiamente truccati, secondo le email intercettate da Wikileaks. E le rilevazioni decisive, secondo cui il 70% del campione, sette americani su dieci, non si fida più della narrazione ufficiale, delle grandi testate. Bingo.
    Anche gli americani, nel loro piccolo, s’incazzano – se continui a raccontare frottole, mentre l’economia va a rotoli e la middle class scivola sempre più in basso. In attesa di vedere come se la caverà Trump, che ha promesso una svolta estremamente impegnativa, ai limiti della fantascienza (nuovo miracolo economico, fine della globalizzazione imperiale), gli elettori non vedevano l’ora, intanto, di punire i super-bugiardi al potere da troppo tempo, da Barack Obama (che nel 2011 raccontò alla nazione e al mondo, senza uno straccio di prova, di aver ucciso Osama Bin Laden) a Hillary Rodham, che voleva insediarsi alla Casa Bianca dopo aver definito il presidente russo “il nuovo Hitler” e aver accumulato, col marito Bill, qualcosa come 230 milioni di dollari in conferenze pagate dai colossi di Wall Street, Goldman Sachs in testa. L’elenco degli sconfitti è sterminato: da George W. Bush, che si è vantato di non appoggiare Trump, all’attore Robert De Niro, che l’ha definito “un cane, un maiale”, candidandosi a “prenderlo a pugni in faccia”.
    Lo spettacolo è finito, cala il sipario sulla campagna elettorale più “cattiva” della storia americana. Ha vinto Trump, hanno perso i media. Gli stessi che in Francia lavorano per oscurare Marine Le Pen, che in Gran Bretagna hanno presentato la Brexit come l’apocalisse. Gli stessi media che, nel 2013, in Italia davano Grillo al 12%, fino a poche prima che il Movimento 5 Stelle, col 25% del voi, diventasse il primo partito alla Camera. La sensazione è che stia davvero finendo un’epoca, nel cui ultimo frangente il sistema mainstream ha fatto da grancassa anche alla guerra, in tutto il mondo. La catastrofe in Libia, le menzogne sul golpe in Ucraina, le fiabe nere sulla Siria, la vera origine dell’Isis. Zero verità, sui grandi media. Ma i cittadini si sono informati lo stesso, racconta Marcello Foa, grazie a media indipendenti come “InfoWars”. E hanno misurato la distanza tra le breaking news e la verità vera, quella che l’establishment si è rifiutato di raccontare: per questo ora subisce una rottamazione storica, epocale.
    Fine dalla guerra fredda con la Russia? E’ quello che tutti si augurano, tranne i businessman del Pentagono e della Nato, e che lo stesso Trump lascia intravedere, già dal suo primo discorso da vincitore. Ma, ammesso che sia davvero solido il suo programma geopolitico, bisogna capire se e quanto potrà attuarlo: nel suo staff si è insinuato un super-falco come Michael Ledeen, uno specialista della strategia della tensione, come anche il neo-vicepresidente, Mike Pence, l’uomo che gestì la montatura dell’antrace come falso alibi per poter invadere l’Iraq di Saddam. All’inizio delle primarie, “The Donald” era dato al 6%. «In realtà – svela Gioele Magaldi, autore del libro “Massoni” – è stato segretamente appoggiato dalla super-massoneria progressista per sbarrare la strada al candidato repubblicano più pericoloso, Jeb Bush, esponente della superloggia “Hathor Pentalpha”, implicata negli attentati dell’11 Settembre e nella “fabbricazione” dell’Isis». Trump però è andato molto oltre, sbaragliando anche la Clinton. «Comunque sia – sottolineava lo stesso Magaldi, alla vigilia dell’election-day – l’esito del voto americano non potrà che “svegliare” chi ha dormito per così tanto tempo, gettando finalmente le basi per la rinascita di una autorevole leadership progressista per gli Stati Uniti, assente dalla scena dai tempi dei Kennedy e di Martin Luther King».
     
    Puoi imbrogliare qualcuno una volta, ma non puoi fregare sempre tutti. Un vecchio adagio, su cui ora sorride, imperscrutabile e beffarda, la parrucca dell’impresentabile Donald Trump, incidentalmente eletto presidente degli Stati Uniti d’America proprio il 9 novembre, anniversario del crollo del Muro di Berlino. L’uomo che ha stracciato la terribile Hillary, che ha reso patetica l’ultima recita di Obama, e che – soprattutto – ha smascherato la cialtroneria universale dei media mainstream, dalla “Cnn” al “New York Times”, tutti schierati – in modo plumbeo, come in un regime totalitario – con la signora Clinton. E’ uno smacco che getta nel ridicolo giornalisti, anchorman, editori, analisti, inviati, reporter, celebrati esperti. Tutti fuori strada, disastrosamente. E quasi tutti in palese malafede: hanno finto di non vedere cosa covava nel ventre profondo dell’America. Hanno ignorato le notizie principali: come i sondaggi pro-Hillary ampiamente truccati, secondo le email intercettate da Wikileaks. E le rilevazioni decisive, secondo cui il 70% del campione, sette americani su dieci, non si fida più della narrazione ufficiale, delle grandi testate. Bingo.
    Anche gli americani, nel loro piccolo, s’incazzano – se continui a raccontare frottole, mentre l’economia va a rotoli e la middle class scivola sempre più in basso. In attesa di vedere come se la caverà Trump, che ha promesso una svolta L’esultanza dei supporter di Trumpestremamente impegnativa, ai limiti della fantascienza (nuovo miracolo economico, fine della globalizzazione imperiale), gli elettori non vedevano l’ora, intanto, di punire i super-bugiardi al potere da troppo tempo, da Barack Obama (che nel 2011 raccontò alla nazione e al mondo, senza uno straccio di prova, di aver ucciso Osama Bin Laden) a Hillary Rodham, che voleva insediarsi alla Casa Bianca dopo aver definito il presidente russo “il nuovo Hitler” e aver accumulato, col marito Bill, qualcosa come 230 milioni di dollari in conferenze pagate dai colossi di Wall Street, Goldman Sachs in testa. L’elenco degli sconfitti è sterminato: da George W. Bush, che si è vantato di non appoggiare Trump, all’attore Robert De Niro, che l’ha definito “un cane, un maiale”, candidandosi a “prenderlo a pugni in faccia”.
    Lo spettacolo è finito, cala il sipario sulla campagna elettorale più “cattiva” della storia americana. Ha vinto Trump, hanno perso i media. Gli stessi che in Francia lavorano per oscurare Marine Le Pen, che in Gran Bretagna hanno presentato la Brexit come l’apocalisse. Gli stessi media che, nel 2013, in Italia davano Grillo al 12%, fino a poche prima che il Movimento 5 Stelle, col 25% del voi, diventasse il primo partito alla Camera. La sensazione è che stia davvero finendo un’epoca, nel cui ultimo frangente il sistema mainstream ha fatto da grancassa anche alla guerra, in tutto il mondo. La catastrofe in Libia, le menzogne sul golpe in Ucraina, le fiabe nere sulla Siria, la vera origine dell’Isis. Zero verità, sui grandi media. Ma i cittadini Trumpsi sono informati lo stesso, racconta Marcello Foa, grazie a media indipendenti come “InfoWars”. E hanno misurato la distanza tra le breaking news e la verità vera, quella che l’establishment si è rifiutato di raccontare: per questo ora subisce una rottamazione storica, epocale.
    Fine dalla guerra fredda con la Russia? E’ quello che tutti si augurano, tranne i businessman del Pentagono e della Nato, e che lo stesso Trump lascia intravedere, già dal suo primo discorso da vincitore. Ma, ammesso che sia davvero solido il suo programma geopolitico, bisogna capire se e quanto potrà attuarlo: nel suo staff si è insinuato un super-falco come Michael Ledeen, uno specialista della strategia della tensione, come anche il neo-vicepresidente, Mike Pence, l’uomo che gestì la montatura dell’antrace come falso alibi per poter invadere l’Iraq di Saddam. All’inizio delle primarie, “The Donald” era dato al 6%. «In realtà – svela Gioele Magaldi, autore del libro “Massoni” – è stato segretamente appoggiato dalla super-massoneria progressista per sbarrare la strada al candidato repubblicano più pericoloso, Jeb Bush, esponente della superloggia “Hathor Pentalpha”, implicata negli attentati dell’11 Settembre e nella “fabbricazione” dell’Isis». Trump però è andato molto oltre, sbaragliando anche la Clinton. «Comunque sia – sottolineava lo stesso Magaldi, alla vigilia dell’election-day – l’esito del voto americano non potrà che “svegliare” chi ha dormito per così tanto tempo, gettando finalmente le basi per la rinascita di una autorevole leadership progressista per gli Stati Uniti, assente dalla scena dai tempi dei Kennedy e di Martin Luther King».
     

  14. ronin

      

     
    Tsunami Trump, nel panico l’élite del globalismo armato
     
    http://www.libreidee.org/2016/11/tsunami-trump-nel-panico-lelite-del-globalismo-armato/
     
    «L’impossibile è avvenuto. Il Mule, l’incontrollabile, il pazzo, è riuscito a convicere un popolo stordito dalla crisi più di quanto non potesse fare l’esausta icona dell’establishment, la Killary capace di distruggere la Libia senza un piano per tenerla insieme o di chiedere se fosse possibile mandare un drone per far fuouri Julian Assange. Due esempi, tra i tanti, della “democraticità ed equilibrio” che dovevano sbarrare la strada al “populismo”». Così il blog “Contropiano”, a scrutinio americano non ancora concluso ma di fatto, nei numeri, più che consolidato. «E’ stata una vittoria netta. Non solo in termini di superdelegati, ma anche in termini di voti popolari», quasi un milione e mezzo di elettori a favore di Donald Trump, che «ha conquistato tutti i principali Stati-chiave, a partie da quell’Ohio che era un tempo il cuore dell’industria automobilistica Usa e quindi anche della classe operaia». “Contropiano” ricorda che «la disoccupazione reale statunitense è diventata già da 20 anni talmente esplosiva da far entrare anche la classe operaia – prima del 2007, prima dell’esplosione dei mutui subprime e di Lehmann Brothers – nel novero del presunto “ceto medio”».E lo stesso, continua il blog, era avvenuto per molti “farmers”, agricoltori e allevatori, «buzzurri quanto si vuole, ma rovinati progressivamente e irreversibilmente dalla concorrenza globale, fondata su salari da fame incomparabili con quelli Usa». Un’analisi squisitamente socio-economica: «Il lavorio della crisi, che suscita paure, insofferenza, paura del futuro, ha alla fine generato un gigantesco “vaffa” che ora minaccia di attraversare il pianeta come uno tsunami che non conosce ostacoli». Per il newsmagazine, che si definisce “giornale comunista online”, Trump è «il sintomo, il collettore, il terminale inconsapevole e inadeguato di una miriade di contraddizioni persino difficili da elencare». Così, «chi aveva spinto per la “riduzione del danno” – l’establishment di tutti i paesi – ha perso tutto». L’explot di Trump, «se non verrà in qualche modo imbrigliato e depotenziato dagli apparati del potere (statale e finanziario, nazionale e multinazionale), mette in discussione i pilastri della governance globale degli ultimi 70 anni».
    In altre parole, insiste “Contropiano”, lo storico pronunciamento popolare dei cittadini statnitensi «mette in discussione “l’ordine mondiale” centrato sulla capacità degli Stati Uniti di esercitare egemonia (culturale, politica, economica e soprattutto militare) sul resto del mondo». Un’avvisaglia dello sconvolgimento globale che questo risultato annuncia la si ricava dalle piazze finanziarie asiatiche, le prime ad aprire: yen e euro si rafforzano sul dollaro, il peso messicano precipita (Trump ha condotto una campagna fortemente anti-immigrati dal paese confinante) mentre vola l’oro, bene-rifiugio per eccellenza. L’indice giapponese Nikkei perde il 4,8%, Hong Kong il 2,8 (dopo essere arrivata al -3,4%), Taiwan il 2,7%. Catastrofe annunciata per Wall Street, cioè il vero “fortino” di Hillary Clinton. La cittadella finanziaria di Manhattan, per “Contropiano”, è «la vera sconfitta in queste elezioni».
     
    «L’impossibile è avvenuto. Il Mule, l’incontrollabile, il pazzo, è riuscito a convicere un popolo stordito dalla crisi più di quanto non potesse fare l’esausta icona dell’establishment, la Killary capace di distruggere la Libia senza un piano per tenerla insieme o di chiedere se fosse possibile mandare un drone per far fuouri Julian Assange. Due esempi, tra i tanti, della “democraticità ed equilibrio” che dovevano sbarrare la strada al “populismo”». Così il blog “Contropiano”, a scrutinio americano non ancora concluso ma di fatto, nei numeri, più che consolidato. «E’ stata una vittoria netta. Non solo in termini di superdelegati, ma anche in termini di voti popolari», quasi un milione e mezzo di elettori a favore di Donald Trump, che «ha conquistato tutti i principali Stati-chiave, a partie da quell’Ohio che era un tempo il cuore dell’industria automobilistica Usa e quindi anche della classe operaia». “Contropiano” ricorda che «la disoccupazione reale statunitense è diventata già da 20 anni talmente esplosiva da far entrare anche la classe operaia – prima del 2007, prima dell’esplosione dei mutui subprime e di Lehmann Brothers – nel novero del presunto “ceto medio”».
     
    E lo stesso, continua il blog, era avvenuto per molti “farmers”, agricoltori e allevatori, «buzzurri quanto si vuole, ma rovinati progressivamente e irreversibilmente dalla concorrenza globale, fondata su salari da fame incomparabili con quelli Usa». Donald TrumpUn’analisi squisitamente socio-economica: «Il lavorio della crisi, che suscita paure, insofferenza, paura del futuro, ha alla fine generato un gigantesco “vaffa” che ora minaccia di attraversare il pianeta come uno tsunami che non conosce ostacoli». Per il newsmagazine, che si definisce “giornale comunista online”, Trump è «il sintomo, il collettore, il terminale inconsapevole e inadeguato di una miriade di contraddizioni persino difficili da elencare». Così, «chi aveva spinto per la “riduzione del danno” – l’establishment di tutti i paesi – ha perso tutto». L’exploit di Trump, «se non verrà in qualche modo imbrigliato e depotenziato dagli apparati del potere (statale e finanziario, nazionale e multinazionale), mette in discussione i pilastri della governance globale degli ultimi 70 anni».
     
    In altre parole, insiste “Contropiano”, lo storico pronunciamento popolare dei cittadini statunitensi «mette in discussione “l’ordine mondiale” centrato sulla capacità degli Stati Uniti di esercitare egemonia (culturale, politica, economica e soprattutto militare) sul resto del mondo». Un’avvisaglia dello sconvolgimento globale che questo risultato annuncia la si ricava dalle piazze finanziarie asiatiche, le prime ad aprire: yen e euro si rafforzano sul dollaro, il peso messicano precipita (Trump ha condotto una campagna fortemente anti-immigrati dal paese confinante) mentre vola l’oro, bene-rifugio per eccellenza. L’indice giapponese Nikkei perde il 4,8%, Hong Kong il 2,8 (dopo essere arrivata al -3,4%), Taiwan il 2,7%. Catastrofe annunciata per Wall Street, cioè il vero “fortino” di Hillary Clinton. La cittadella finanziaria di Manhattan, per “Contropiano”, è «la vera sconfitta in queste elezioni».
     

  15. ronin

      

    Trump vi stupirà ancora: e se fosse un grande presidente?
    DI MARCELLO FOA
     
    http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/11/09/trump-vi-stupira-ancora-e-se-fosse-un-grande-presidente/#
     
    Molti di voi in queste ore mi scrivono per complimentarsi per le analisi sulle elezioni americane, soprattutto per il fatto che il sottoscritto è stato uno dei pochissimi – a volte l’unico – a segnalare la rimonta di Trump e a non credere fino all’ultimo alla vittoria di Hillary.
     
    Vi ringrazio, ho fatto semplicemente il mio dovere di giornalista e di osservatore di una realtà che conosco molto bene, quella americana.
     
    A caldo a questa mattina ho pubblicato due brevi video in cui commento il risultato delle elezioni. In questo spiego perché il risultato  non è sorpresa, e in quest’altro  inizio a chiedermi che presidente sarà Trump.
     
    Ancora una volta vado controcorrente: non mi unisco al coro dei pessimisti. Otto anni fa tutti si esaltavano per Obama e sappiamo com’è andata a finire, oggi tutti temono un’America irresponsabile ed estremista.
     
    Ascoltate il discorso della vittoria: è già un altro Trump. Un Trump che abbandona i toni accesi e cerca il consenso, la moderazione, invita all’unità. Io ho l’impressione che sarà un presidente molto pragmatico, sia in politica estera sia riguardo le fra di scelte economiche.
     
    Fuori di metafora: la politica aggressiva e irresponsabile dei neoconservatori, e condivisa al 100% da Hillary, è stata disastrosa e rischiava di portarci a uno scontro frontale con la Russia di Putin. Trump ha già annunciato un cambiamento di rotta che è positivo , innanzitutto per noi europei che abbiamo bisogno di andare d’accordo con Mosca.
     
    Ma anche in economia può riservare molte sorprese. E’ chiaro che le dinamiche innescate dalla globalizzazione vanno in qualche maniera corrette perché stanno portando all’impoverimento della classe media dei Paesi occidentali, generando disperazione e sfiducia. Occorre ristabilire un patto sociale tra le élite e il popolo, occorre dar prova di intraprendenza e di vero riformismo economico.
     
    Trump ha l’occasione di dimostrare che i pregiudizi  nei suoi confronti sono ingiusti – o perlomeno per il momento prematuri – come lo furono nei confronti di Ronald Reagan, che per anni fu descritto come un attore fallito e un cow-boy da strapazzo. Io dico: aspettiamo prima di giudicarlo. Potrebbe sorprenderci molto positivamente.
     

  16. ronin

      

     
    Donald Trump presidente ? Non è una sorpresa
    DI MARCELLO FOA
     
    http://comedonchisciotte.org/donald-trump-presidente-non-e-una-sorpresa/
     
    Quando la classe media viene impoverita per decenni, quando le promesse di riforme vengono sistematicamente tradite, quando anche gli studenti qualificati non trovano lavorano, quando, insomma, la gente perde ogni speranza, vota per Trump perché spera di tornare ad essere padrona del proprio destino, come spiego in questo breve videoeditoriale.
     

  17. ronin

      

     
    POVERO GENTILONI …E GRANDE POPOLO AMERICANO
    Maurizio Blondet 9 novembre 2016
     
    http://www.maurizioblondet.it/povero-gentiloni-grande-popolo-americano/
     
    Confesso la mia prima reazione: “Non sarà un trucco?”  –  Dall’11 Settembre, tutte le novità che vengono  dagli Usa mi odorano di  false flag.  Ma lascio a domani i miei dubbi, e per oggi saluto il popolo  americano. Il grande popolo dei “bianchi senza laurea”,  dei rednecks (i colli rossi,quelli che lavorano all’aperto,   muratori, coltivatori) spregiati da tutti i radicalchic con la puzza al naso.  Un popolo che nella sua rozzezza e semplicità,  ha mostrato una libertà di spirito straordinaria: non l’hanno intimidito le opinioni degli opinionisti “di prestigio”, ha  saputo guardare attraverso le menzogne dei “rispettabili”, non s’è lasciato mettere in soggezione dai divieti del  politicamente corretto da cui è stato inondato per dieci mesi (ancora nell’ultima ora, Huffington Post  ha  bollato Trump di “bugiardo seriale, misogino, razzista, xenofobo…”).    Se n’è infischiato dei sondaggi falsi che davano Klinton vincitrice  fin dal primo giorno, non s’è fatto  sedurre né influenzare da femministe, lgbt, giornalisti (a cui si dovrà fare un processo), globalisti, né spaventare dal “crollo dei mercati” , né distrarre dal fumo e dagli specchi messi in atto dai poteri forti, né dalle “armi di distrazione di massa” televisive.  I “bianchi senza laurea” hanno  mostrato di non avere padroni  nelle loro menti, di non aver  portato i loro semplici cervelli all’ammasso del conformismo autorizzato.   Hanno mostrato una limpida chiarezza di visione politica  eccezionale:  han capito l’essenziale  e il fondamentale – ciò che tutti i “colti e semicolti” occidentali non hanno  capito o non hanno voluto capire.
     
     
    Grande popolo coraggioso, un coraggio   politico sovrano che i nostri  popoli europei  non  sanno più cosa sia. Noi ci siamo assoggettati a tutti gli enti sovrannazionali immaginati dalle oligarchie, abbiamo ceduto la sovranità popolare a chiunque, a gente come Barroso e Juncker e Merkel, a Draghi,   noi italiani a tre governi che  ci sono stati dati da fuori. Abbiamo rotto i rapporti economici con la Russia,  con cui non avevamo alcun contenzioso, senza nemmeno pretendere un compenso  da chi  l’ha voluto, sia  Obama o  siano  i baltici; abbiamo disapprovato e siamo rimasti sgomenti  per il Brexit, i nostri autorevoli commentatori hanno profetizzato la rovina economica per la Gran Bretagna  che s’era liberata dalla Commissione: profezia sbagliata, e argomento di una viltà quasi incredibile , del tipo: “Non possiamo essere liberi perché ci costa troppo”.  E anche adesso le  radio  piangono: “Crollano le borse in tutto il   mondo”. E chi se ne frega. Ci stanno  di nuovo dicendo: “Non potete tornare liberi perché non conviene economicamente”.
     
     
    I rednecks  hanno detto “basta”, anche in qualche modo per noi. Dovremmo abituarci ad essere liberi, nostro malgrado, se – come spero – l’ombrello NATO non ci “proteggerà” più, tanto per dirne una.
     
     
    Non so se Trump sarà all’altezza – è questo uno dei dubbi –   del compito rivoluzionario che gli ha dato il popolo americano; ma comunque vada, il popolo americano merita  il nostro rispetto, e il nostro grazie.  Giù il cappello.
     
     
    Il mio secondo o terzo pensiero è stato: povero Gentiloni. Wikileaks aveva spifferato  le sue servili suppliche a Huma Abedin per avere un incontro, anche di   cinque minuti, con Hillary,  presentandosi così:  sono “ membro del Partito democratico italiano, e per questo noi siamo legatissimi ai democratici americani…”.  A settembre il nostro ministro degli esteri era andato pure  a New York a tifare, a  gridare “Forza Hillary”.  Complimenti per l’alta  intuizione politica,  la statura del personaggio. E non parliamo di Matteo Renzi che è andato a baciare la pantofola di un Obama spettrale, falsificatore, guerrafondaio per conto dei sauditi, cripto-Fratello Musulmano  – ed ora si trova al governo Donald.  A cui naturalmente  baceranno la pantofola, perché sono abituati a farlo, chiunque sia il padrone.
     
     
    Poi, dovremo  cominciare  fare un processo al sistema mediatico, che s’è coperto di vergogna, e alla casta dei giornalisti  che non hanno esitato a  mentire spudoratamente, a tacere tutte le verità che giorno dopo giorno venivano fuori su Hillary.
     
     
     
    Faccio un rapido, sommario conto di quelli che – salvo sorprese – sono i perdenti  geopolitici.   Il regno saudita, che ha pagato miliardi per storcere la politica estera americana  secondo i suoi interessi e associarla ai suoi delitti.  I neocon? Sarei meno sicuro. Ma perdente è   Stoltenberg,  sono   i baltici, la giunta di Kiev, la Commissione,  le entità sovrannazionali  – e i mercati che crollano perché non hanno previsto, e non sanno più cosa sarà il futuro, e la speculazione che teme di non poter più assoggettare la politica – la politica sovrana . Ci perdono, spero,  Soros, i guerrafondai e i loro servi per soggezione o paura in Europa.
     
     
    Forse non ci sarà la guerra.  Dico forse, perché  – attenzione –  non sappiamo ancora del tutto di  quali poteri forti hanno appoggiato Donald.  Voglio solo ricordare che molti americani, forse molti degli stessi che hanno  votato Trump,  votarono Obama, perché speravano che avrebbe messo fine alle guerre ultra-decennali neocon dell’era Bush jr.:  non è riuscito nemmeno a chiudere Guantanamo, e le guerre contro Siria, Libia Somalia, Irak, Yemen,  le ha invelenite pagando  e  addestrando un Califfato made in Cia,e  insistendo a voler  detronizzare Assad per  consegnare la Siria a Al Qaeda.
     
     
    Vedremo. Per il momento rallegriamoci, e salutiamo Vladimir Putin, che ha sfidato  l’unipolarismo e il globalismo. Speriamo  di rivederlo nostro amico.
     
     
    Post Scriptum: i “bianchi senza laurea”  che hanno votato Trump non significa  i neri e  latinos gli siano stati contrari. Per esempio Trump ha avuto di neri più voti (+5%) e dai latinos (+2)  di quanti abbia avuto Romney, per esempio. E’  la classe lavoratrice che ha votato, non tanto per Trump, quanto contro Hillary  – e contro le guerre che ha promesso, visto che è la classe lavoratrice che poi le deve fare.
     

  18. ronin

      

     
    peter pan
    eccola la risposta al guttalax

     

    Originariamente inviato da robyuankenobi:

    il guttalax e perchè.  lo sai che io opero per..primo non prenderle.. certo oggi sono in rimessa ma sul portafoglio per così dire storico. ho titoli abbastanza solidi con buon dividendo tipo poste  telecom risp  cairo ed ultimamente  MOLMED  che avebvo e che ho venduto salvo  poi ultimamente ricomprarle. una obblig in rand… e qualche soldo liquido   sul conto. ciao  ma quando ti stabilisci in casa del consuocero?

     

    Originariamente inviato da peter pan:
    No caro robyuan, ce ne sono tanti anche in Italia!!! AhAhAhAh!!!! Hai preso il guttalax stanotte? Ieri avevo ridotto le posizioni in previsione di quanto successo, Brexit docet e mi domando: c’è ancora qualcuno che ci crede ai sondaggi???? Ho dato un verdino a Mulder per la vignetta: troppo bella e vera….. Bye bye!!!  

    Originariamente inviato da robyuankenobi: ma come ha fatto a perdere la gioiosa macchina da guerra clintoniana? gli ispanici eran con lei  , i neri pure gli ebrei anche. tutti i mass media eran con lei  il potere di wall street era con lei. il prec presidente era con lei . le major delle auto eran con lei. eppure l’hanno mandata a casa. Peccato che un voto conti uno  e non si pesi altrimenti avrebbe stravinto. Come diceva un solido intellettuale italiano per TRUM   votano gli imbecilli.  non credo che li abbian raggruppati tutti in nUSA

     

     

     

  19. ronin

      

     
    Attenti a festeggiare troppo, da qui a gennaio Trump non conta. E i colpi di coda sono pronti
    Di Mauro Bottarelli , il 9 novembre 2016
     
    http://www.rischiocalcolato.it/2016/11/attenti-festeggiare-gennaio-trump-non-conta-colpi-coda-pronti.html
     
    Una sola cosa vorrei dire, con relativa serietà, rispetto a quanto accaduto. So da solo che Donald Trump non è certamente uno statista ma so con altrettanta certezza che Hillary Clinton è una delinquente, una di quelle che il “Fatto Quotidiano” o “Repubblica” – fosse stata italiana e magari di Forza Italia – vorrebbero in galera ma che, stranamente, i lettori dei medesimi giornali volevano alla Casa Bianca. Chi mi conosce davvero bene, 2-3 persone, sa che non amo Springsteen ma che amo una sua canzone, “Racing in the street”, per una serie di motivi che non sto qui a elencarvi. Bene, chi grida alla tragedia perché ha vinto Trump compie lo stesso errore del Boss che gli si è parato contro, schierandosi in maniera quasi parossistica a favore della Clinton.

    Perché a votarlo non sono stati solo ricconi senza scrupoli, molestatori seriali di donne o nazisti dell’Illinois ma gli stessi americani del ceto medio che 8 anni di Obama-Clinton – e di favori della Fed a Wall Street, con il benestare del governo – hanno proletarizzato a tal punto da non farcela più. Ha detto bene Michael Moore, il voto per Trump sarà il più grande vaffanculo della storia. E lo è davvero, almeno stando alla faccia delle Botteri e dei Severgnini di turno. Certo, è grezzo, ha evaso le tasse, fatto bancarotta e toccato qualche culo di troppo in vita sua ma ha detto chiaro e tondo che l’America deve imparare a pensare al proprio governo e non a imporre i governi agli altri, ha detto che le banche devono dividere il ramo commerciale dall’investment come imponeva il Glass-Steagall Act, ha detto che un’economia che si basa su lavori al minimo sindacale per gonfiare i numeri non è un’economia sana. Lo ha detto male, volgarmente, sgrammaticato, sguaiato. Ma lo ha detto. Magari non farà nulla di tutto questo, magari si rimangerà tutto e si tramuterà nell’ennesimo politico parolaio ma gli americani, la gente, il popolo, chiamatelo come cazzo vi pare, ci hanno creduto. Stupidi? Forse. Populisti? Non lo escludo.
    Esasperati? Sicuramente.

    Con Trump forse sarà salto nel buio ma la classe media, forse, tornerà a fare il suo lavoro con dignità e, finita la giornata, come nella canzone di Springsteen, andrà a casa, si farà la doccia e andrà a correre per le strade. E’ il sogno americano, piaccia o meno: quindi i benpensanti che si stracciano le vesti per l’accaduto, forse l’America dei Ford non sanno cos’è, preferiscono quella delle AIG salvate con i magheggi, dei subprime e del debito come stile di vita. E questo a me basta per dire che anche oggi, nonostante Trump sia diventato presidente, in America sorgerà il sole come sempre, i bambini andranno a scuola e la gente al lavoro, chi ha la fortuna di averlo. Non è l’armageddon, forse è un inizio. Con quell’altra a Pennsylvania Avenue, la fine era assicurata.

    Però ora non bisogna compiere l’errore madornale di abbassare la guardia, pensando che avendo conquistato il bersaglio grosso, la guerra sia vinta. Da qui a gennaio, vivremo in quello che negli Usa chiamano la “lame duck session”, il periodo dell’anatra zoppa, il vuoto di potere prima dell’insediamento. Il periodo più pericoloso di tutti. Oggi, infatti, in contemporanea con l’elezione di Trump a presidente, la flotta navale russa di cui fa parte la portaerei Ammiraglio Kuznetson, dopo tre settimane di viaggio dalla sua base di Severomorsk, arriverà a destinazione, al largo delle coste siriane. E il ministero della Difesa di Mosca ha già detto che “un attacco verso le postazioni dei terroristi ad Aleppo sarà lanciato nelle prossime ore”. Per la precisione, si colpiranno – anche con i sottomarini attraverso i missili da crociera Caliber – le sacche di resistenza nei sobborghi della città assediata, dove Isis e Al-Nusra non dovrebbero disporre di civili da utilizzare come scudi umani.

    L’aeronautica russa e quella siriana non hanno più compiuto raid aerei su Aleppo dallo scorso 18 ottobre e i terroristi hanno utilizzato la pausa umanitaria unilaterale per riorganizzare le proprie posizioni nella siria del Nord: ora sarà battaglia finale. Cosa faranno gli americani? Lasceranno che Aleppo cada, giocando le proprie carte a Mosul, nella speranza che l’Isis cerchi riparo in Siria per complicare il lavoro di Mosca e Damasco? Oppure mobiliteranno i grandi calibri e cercheranno di evitare l’umiliazione di un Assad che entra in trionfo nella città liberata? Donald Trump ha vinto ma fino a gennaio non conta nulla, è un privato cittadino. C’è Obama. E il Deep State, equamente diviso tra chi tifafa per il tycoon e chi invece sosteneva Hillary Clinton in nome e per conto del comparto bellico-industriale Usa. Attenti a pensare che sia tutto a posto, che sia cambiata l’agenda.

    Inoltre, nel silenzio generale dei grandi media, troppo impegnati a tirare la volata a Hillary Clinton, lunedì il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha placidamente annunciato il fatto che l’Alleanza sta preparando un forza militare di 300mila uomini nel Baltico, capace di essere dislocata in due mesi e con un unico scopo: un potenziale attacco contro la Russia. Insomma, siamo alla preparazione di uno scenario estremo. Inoltre, lo stesso Stoltenberg ha dichiarato che gli Stati membri della Nato hanno posto centinaia di migliaia di militari in stato di massima allerta, questo come azione deterrente rispetto alla minaccia posta da Mosca. Quale minaccia? Chiedete a Stoltenberg, io non lo so.

    Ed ecco cosa ha detto il segretario generale: “Assistiamo a una sempre più assertiva implementazione della capacità militare della Russia, ormai da anni: Mosca ha triplicato la spesa per la difesa dal 2000, ha sviluppato nuove tecnologie militari e dato vita a esercitazioni e utilizzo della forza contro Paesi vicini. Abbiamo inoltre visto la Russia utilizzare la propria propaganda in Europa contro gli alleati Nato e questa è l’esatta ragione per cui la Nato sta rispondendo. Stiamo rispondendo con il più grande rafforzamento della nostra difesa collettiva dalla fine della Guerra Fredda”. Insomma, la Nato si sta preparando alla guerra senza dire nulla a nessuno. Se non a cose fatte, ovvero con i vari Paesi che hanno messo gli eserciti in stato di massima allerta. Ministro Pinotti, nulla da riferire a quell’aula inutile conosciuta come Camera dei Deputati?

    E, soprattutto, massima attenzione a quanto sta accadendo e accadrà nel medio termine nella quinta colonna europea degli Usa in versione Guerra Fredda, ovvero la Germania. L’election day americano ha infatti fatto passare sotto silenzio la visita della premier norvegese, Erna Solberg, a Berlino. Detta così fa ridere, un bilaterale Germania-Norvegia giustamente sembra roba da festival dell’aringa affumicata ma la cosa interessante è emersa durante la conferenza stampa finale. L’Associated Press, infatti, ha riportato la risposta offerta dalla Merkel a un giornalista che le aveva chiesto se, in vista del voto politico del settembre 2017, temesse l’eventualità di attacchi hacker come quelli registrati negli Usa prima delle presidenziali.

    Ecco la risposta della Merkel, testuale: “Noi stiamo già oggi avendo a che fare con informazioni che arrivano dalla Russia o con attacchi internet o con false notizie originate in Russia. E’ un compito ormai quotidiano quello di affrontare questa minaccia. Quindi, è possibile che questa situazione possa giocare un ruolo anche durante la campagna per le elezioni”. La Merkel mette le mani avanti in caso di sconfitta, esattamente come Hillary Clinton, la quale – fiutata l’aria – ha cominciato ad agitare lo spauracchio russo? Una cosa è certa: da un lato il sostegno popolare al governo Merkel è in caduta libera, a causa della questione migranti ma giocare la carta della russofobia proprio mentre la Nato sta creando la più grande forza di intervento militare anti-Mosca dalla fine della Guerra Fredda, fa riflettere. E venire i brividi.

    Tanto più che la campagna elettorale Usa e il suo epilogo ci hanno insegnato che la gente non è scema e sa benissimo riconoscere i nemici dagli amici ma già a inizio anno i servizi segreti tedeschi, di fatto un’emanazione della CIA in Europa, avevano accusato la Russia di cyber-attacchi per sabotaggio e spionaggio, addirittura arrivando a citare il caso di un attacco contro la Camera bassa del Parlamento nel 2015.Le prove? Mai presentate, esattamente come negli Usa, dove Obama e NSA hanno tuonato contro Mosca, dicendo di avere riscontri ma non li hanno mai presentati in pubblico. Attenti, entriamo nella “lame duck session”, il periodo peggiore, il tempo di mezzo dove sono i cavalieri di ventura e le anime nere a comandare il gioco. Oggi festeggiamo pure ma da domani pancia a terra, perché la disinformazione non smetterà. Anzi, raddoppierà gli sforzi.
     

  20. peter pan

      

    Dimenticato l’allegato. Trattasi di grillino con crisi di coscienza prima del voto online…
    La papera al papero disse: papà, far fuori i coglioni come si fa?
    Non puoi tu far fuori tutti i coglioni disse papà….

  21. peter pan

      

    Sottoscrivo caro Belfagor e la scorreggia più “roboante l’avremo quando in Italia il Grilltrump vincerà… Casa venduta, magari invece di Rimini sceglierò di andarmene a Gran Canaria….

    Originariamente inviato da belfagor: ebbene si’, noi razionali siamo sconfitti. Abbiamo perso clamorosamente e non abbiamo capito. Noi con cultura, buoni studi, buone lauree, buone famiglie, buone letture, buon reddito, noi che abbiamo case, facciamo viaggi (non crociere come Roby), noi che abbiamo relazioni sociali – non contiamo piu’ un emerito cazzo nel mondo d’oggi. La nostra classe e’ in via di estinzione. Quella buona classe media ossatura dei paesi occidentali. L’Occidente con Trump presidente e’ MORTO. Noi non capiamo piu’ nulla. Siamo scollegati dalla realta’ e dalla pancia della gggente. Quel che e’ accaduto stanotte negli Stati Uniti dimostra che masse di ignoranti sdoganati da internet, grazie a palate di merda, odio, menzogne e la dittatura della pancia, posso scoreggiare in canottiera seduti sul cesso e ribaltare gli equilibri di una superpotenza. Non hanno votato per Trump, che e’ una merda, d’uomo – ma contro la Clinton perche’ e’ donna. Nuovo fascismo e razzismo rampanti e autorizzati. In Italia il M5S e la destra funzionano nello stesso modo, basta essere contro e rumoreggiare postando sul web. Mi viene da vomitare. Per noi benpensanti (come Normal o Peter scusate se vi associo) comincia da oggi il declino, di fronte al populismo imperante e al trionfo della **blip**  mi viene il vomito. Oggi non c’e’ spaghetto alle vongole che possa risolevvarmi dalla mia depressione >>>>>>>>>

     

  22. peter pan

      

    Eh! caro amico robyuan, ti è probabilmente sfuggito il precedente commento con il quale parlavo del guttalax…. fa niente, ormai sono abituato, mi sento tanto Calimero…..  scrivere senza che nessuno ti legga,  senza ottenere riscontro alcuno…. Ah! mondo cruel, mi ritiro nei miei appartamenti. I consuoceri sono ammalati e poi c’è l’inverno…
    Visto che ho fatto bene ad andarmene a letto ieri sera? Stamane alle 7 Tokyo faceva – 10% e ho capito… ormai i giochi sono fatti a meno di qualche hakerata tutta da scoprirsi ma non credo. Io stamane in borsa ho acquistato e non me ne pento, vedremo stasera….
    At salut

    Originariamente inviato da robyuankenobi: il guttalax e perchè.  lo sai che io opero per..primo non prenderle.. certo oggi sono in rimessa ma sul portafoglio per così dire storico. ho titoli abbastanza solidi con buon dividendo tipo poste  telecom risp  cairo ed ultimamente  MOLMED  che avebvo e che ho venduto salvo  poi ultimamente ricomprarle. una obblig in rand… e qualche soldo liquido   sul conto. ciao  ma quando ti stabilisci in casa del consuocero?
     

    Originariamente inviato da peter pan: No caro robyuan, ce ne sono tanti anche in Italia!!! AhAhAhAh!!!! Hai preso il guttalax stanotte? Ieri avevo ridotto le posizioni in previsione di quanto successo, Brexit docet e mi domando: c’è ancora qualcuno che ci crede ai sondaggi???? Ho dato un verdino a Mulder per la vignetta: troppo bella e vera….. Bye bye!!!  

    Originariamente inviato da robyuankenobi: ma come ha fatto a perdere la gioiosa macchina da guerra clintoniana? gli ispanici eran con lei  , i neri pure gli ebrei anche. tutti i mass media eran con lei  il potere di wall street era con lei. il prec presidente era con lei . le major delle auto eran con lei. eppure l’hanno mandata a casa. Peccato che un voto conti uno  e non si pesi altrimenti avrebbe stravinto. Come diceva un solido intellettuale italiano per TRUM   votano gli imbecilli.  non credo che li abbian raggruppati tutti in nUSA

     

     

     

  23. belfagor

      

    ebbene si’, noi razionali siamo sconfitti. Abbiamo perso clamorosamente e non abbiamo capito. Noi con cultura, buoni studi, buone lauree, buone famiglie, buone letture, buon reddito, noi che abbiamo case, facciamo viaggi (non crociere come Roby), noi che abbiamo relazioni sociali – non contiamo piu’ un emerito cazzo nel mondo d’oggi. La nostra classe e’ in via di estinzione. Quella buona classe media ossatura dei paesi occidentali. L’Occidente con Trump presidente e’ MORTO. Noi non capiamo piu’ nulla. Siamo scollegati dalla realta’ e dalla pancia della gggente. Quel che e’ accaduto stanotte negli Stati Uniti dimostra che masse di ignoranti sdoganati da internet, grazie a palate di merda, odio, menzogne e la dittatura della pancia, posso scoreggiare in canottiera seduti sul cesso e ribaltare gli equilibri di una superpotenza. Non hanno votato per Trump, che e’ una merda, d’uomo – ma contro la Clinton perche’ e’ donna. Nuovo fascismo e razzismo rampanti e autorizzati. In Italia il M5S e la destra funzionano nello stesso modo, basta essere contro e rumoreggiare postando sul web. Mi viene da vomitare. Per noi benpensanti (come Normal o Peter scusate se vi associo) comincia da oggi il declino, di fronte al populismo imperante e al trionfo della **blip**  mi viene il vomito. Oggi non c’e’ spaghetto alle vongole che possa risolevvarmi dalla mia depressione >>>>>>>>>

  24.   

     Amaro risveglio per Belfagor che ieri sera scriveva ” Chissene, tanto domattina svegliandomi sapro’ che avremo la prima donna presidente degli Stati Uniti.  

  25. Buccino

      

     La vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali USA di martedì 8 novembre conferma la crisi del sistema politico americano, che è il caso più clamoroso e influente della crisi politica della borghesia imperialista in tutto il mondo. È una conferma dell’analisi del corso delle cose su cui il (n)PCI ha basato e basa la sua linea e la sua attività. Conferma l’analisi della crisi generale del capitalismo generata dalla crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale, analisi che è alla base della comprensione del corso catastrofico delle cose che la borghesia imperialista impone al mondo. La vittoria di Donald Trump è la conferma della scienza delle attività con cui gli uomini hanno fatto e fanno la loro storia, della concezione comunista del mondo, del marxismo-leninismo-maoismo, il marxismo della nostra epoca, l’epoca della seconda ondata della rivoluzione proletaria mondiale e della rinascita del movimento comunista nel mondo. Il nostro Manifesto Programma è anche l’esposizione sintetica di questa scienza.
    La situazione internazionale diventa sempre più rivoluzionaria. La crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale diventa sempre più anche crisi del sistema di relazioni internazionali e dei sistemi politici dei singoli paesi. Gli Stati Uniti d’America sono un caso esemplare e la crisi del loro sistema politico si ripercuote direttamente sul sistema di relazioni internazionale. Per le classi dominanti è sempre meno possibile e più assurdo dirigere la società nei modi in cui le dirigevano nel periodo del “capitalismo dal volto umano” e le classi sfruttate e i popoli oppressi sono sempre più insofferenti della vita che le classi dominanti impongono. Le masse popolari dei paesi imperialisti hanno davanti a sé due strade:

    la strada della mobilitazione rivoluzionaria che i comunisti devono promuovere e che solo loro possono promuovere alla testa della classe operaia (ossia dei lavoratori delle aziende capitaliste),
    la strada della mobilitazione reazionaria, della contrapposizione e della guerra tra paesi e nazioni e in ogni paese tra parti delle masse popolari; nei paesi imperialisti i suoi bersagli designati sono gli immigrati, le donne, i giovani, i pensionati, le minoranze nazionali, la parte più povera ed emarginata della popolazione; è la strada promossa dai gruppi più criminali della borghesia imperialista e benedetta con misericordia e compassione dal suo clero.

    La situazione è favorevole alla rivoluzione proletaria, la rivoluzione è necessaria. La questione della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti è diventata in modo più largo e profondo la questione della sorte della specie umana.
    La sorte della rivoluzione socialista dipende da noi comunisti. Noi abbiamo ereditato dal secolo passato, dall’impresa mondiale messa in moto dalla Rivoluzione d’Ottobre in Russia e impersonata da Lenin e Stalin e dalla rivoluzione cinese impersonata da Mao Tse-tung, il marxismo-leninismo-maoismo, la scienza delle attività con cui gli uomini hanno fatto e fanno la loro storia, la concezione comunista del mondo con cui dobbiamo guidare la nostra attività di trasformazione della società. Nostro compito attuale è farne la guida dell’impresa che non siamo riusciti a compiere nel secolo scorso, durante la prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976): l’instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti. Questo è anche l’aiuto di gran lunga migliore che possiamo dare e daremo ai popoli oppressi dal sistema imperialista mondiale e in particolare dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti.
    La rivoluzione socialista è per sua natura internazionale e l’internazionalismo è uno dei tratti comuni ai gruppi e partiti comunisti di ogni paese, uno dei tratti che distinguono la loro impresa da tutti gli altri progetti e tentativi, generosi o criminali, comunque utopistici o fallimentari, messi in campo dalla sinistra borghese da una parte e dai promotori della mobilitazione reazionaria dall’altra per porre fine al catastrofico corso delle cose. La rivoluzione socialista per sua natura può essere compiuta solo seguendo in ogni paese, per i suoi modi e i suoi tempi, la strada dedotta dalla storia e dalle caratteristiche di quel particolare paese. È quindi in ogni paese una rivoluzione nazionale che ha anche carattere internazionale: questo si traduce ed esprime nella confluenza e azione reciproca delle tante rivoluzioni nazionali, ognuna per i modi e i tempi “rivoluzione in un paese solo”.
    La vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali USA di ieri deve concentrare la nostra attenzione sui compiti che i comunisti devono svolgere nel mondo, in Italia per quanto riguarda direttamente noi comunisti italiani.
    Quanto a noi comunisti italiani l’esperienza degli ultimi mesi ha posto all’ordine del giorno tre questioni unite dialetticamente, nel senso che i progressi che compiamo nel campo di una determinano i progressi che compiamo nel campo delle altre e dipendono da questi. Esse sono Con queste tre questioni lo vogliano o no si misurano e su di esse il corso delle cose misura, promuove o emargina, individui e gruppi che vogliono essere comunisti, che vogliono cioè adempiere al ruolo d’avanguardia nella rivoluzione socialista in corso, la rivoluzione socialista che di giorno in giorno avanza e si afferma nella lotta tra le classi e che il (nuovo) Partito comunista ha apertamente proclamato e si è consapevolmente impegnato a promuovere al momento della sua costituzione dodici anni fa, il 3 ottobre 2004.
    Queste sono le tre questioni principali, tra loro connesse, che dobbiamo affrontare nei prossimi mesi:

    trasformazione ed elevazione intellettuale e morale dei membri e degli organismi del partito: la mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari si svilupperà su grande scala e surclasserà la mobilitazione rivoluzionaria se i comunisti saranno suoi promotori intellettualmente adeguati e moralmente decisi ad assumere senza riserve le responsabilità della grande storica impresa che in ogni paese e nel mondo devono compiere; le masse popolari dei paesi imperialisti non hanno instaurato il socialismo nei paesi imperialisti nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) principalmente per l’inadeguatezza dei dirigenti dei rispettivi partiti comunisti: la cosa non si ripeterà una seconda volta;
    organizzazione dei lavoratori: in primo luogo nelle aziende capitaliste, in secondo luogo nelle aziende pubbliche e nelle istituzioni (scuole, università, ospedali, ecc.) che forniscono servizi pubblici, in terzo luogo in ogni zona d’abitazione,
    valorizzazione audace ai fini del nostro piano d’azione dell’attività della sinistra borghese ma nessuna sudditanza alle sue iniziative: la sinistra borghese mesta e rimesta il malcontento delle masse popolari, ma le sue iniziative non alimentano, per mancanza di risultati, la mobilitazione reazionaria solo se noi comunisti le valorizziamo per propagandare il socialismo e la costituzione del Governo di Blocco Popolare e per stabilire contatti con elementi avanzati delle masse popolari.

     
    L’oligarchia di finanzieri, industriali, generali, professionisti, avventurieri, criminali professionali che governa gli USA, che opprime e abbrutisce le masse popolari americane e sfrutta e devasta il mondo cercherà di continuare sotto l’egida di Donald Trump la politica che persegue da tempo: le promesse fatte da Donald Trump alle masse popolari americane per carpirne il voto finiranno nel dimenticatoio dove sono già finite le promesse di Barack Obama. Solo lo sviluppo della rivoluzione proletaria nel mondo e della rivoluzione socialista che instaurerà nei paesi imperialisti il socialismo (inteso come esposto nel Comunicato CC 15/2016 – 26 agosto 2016) farà fronte vittoriosamente ad essa.
    Il primo paese imperialista che romperà le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, mostrerà la via e aprirà la strada anche alle masse popolari degli altri paesi e avrà il loro aiuto (internazionalismo proletario). L’Italia può essere questo paese: dipende da noi comunisti che lo sia!
     
    Per diventare comunisti bisogna impadronirsi della scienza delle attività con cui gli uomini fanno la loro storia, svilupparla e usarla per instaurare il socialismo: il Partito è la scuola per ogni individuo deciso a diventare comunista!
     
    Costituire clandestinamente in ogni azienda capitalista, in ogni azienda pubblica, in ogni istituzione e in ogni centro abitato un Comitato di Partito per assimilare la concezione comunista del mondo e imparare ad applicarla concretamente ognuno nella sua situazione particolare!
    Studiare il Manifesto Programma del Partito è la prima attività di chi si organizza per diventare comunista. Stabilire un contatto clandestino con il Centro del Partito è la seconda. Promuovere la costituzione di OO e OP e il loro orientamento a costituire il GBP è la terza.
     
    Con il socialismo nessun uomo è un esubero! C’è posto per tutti!
    Osare sognare, osare pensare, osare vedere oltre l’orizzonte della società borghese!

  26.   

     

    Questi i risultati finali…Trump ha sverniciato la Clinton, asfaltato il mito fasullo tanto esaltato dei media.
    False erano le previsioni: impossibile non conoscere la realta’, e forse l’FBI sapendo tutto, ha riaperto il caso delle mail. Comey verra’ promosso, mentre spero che la Clinton sia Processata per le guerre criminali adottate, non nell’interesse del suo Paese, ma conto terzi…
    Silenzio di Tomba dei fanatici clintoniani, dei fantasmi ora mummie, delle presstitutes, che imporranno ai giornalisti che volevano licenziare, un bel ciuffo Biondo..Ah..AH..!!

  27. robyuankenobi

      

    il guttalax e perchè.  lo sai che io opero per..primo non prenderle.. certo oggi sono in rimessa ma sul portafoglio per così dire storico. ho titoli abbastanza solidi con buon dividendo tipo poste  telecom risp  cairo ed ultimamente  MOLMED  che avebvo e che ho venduto salvo  poi ultimamente ricomprarle. una obblig in rand… e qualche soldo liquido   sul conto. ciao  ma quando ti stabilisci in casa del consuocero?

    Originariamente inviato da peter pan: No caro robyuan, ce ne sono tanti anche in Italia!!! AhAhAhAh!!!! Hai preso il guttalax stanotte? Ieri avevo ridotto le posizioni in previsione di quanto successo, Brexit docet e mi domando: c’è ancora qualcuno che ci crede ai sondaggi???? Ho dato un verdino a Mulder per la vignetta: troppo bella e vera….. Bye bye!!!
     

    Originariamente inviato da robyuankenobi: ma come ha fatto a perdere la gioiosa macchina da guerra clintoniana? gli ispanici eran con lei  , i neri pure gli ebrei anche. tutti i mass media eran con lei  il potere di wall street era con lei. il prec presidente era con lei . le major delle auto eran con lei. eppure l’hanno mandata a casa. Peccato che un voto conti uno  e non si pesi altrimenti avrebbe stravinto. Come diceva un solido intellettuale italiano per TRUM   votano gli imbecilli.  non credo che li abbian raggruppati tutti in nUSA

     

     

  28. peter pan

      

    No caro robyuan, ce ne sono tanti anche in Italia!!! AhAhAhAh!!!!
    Hai preso il guttalax stanotte?
    Ieri avevo ridotto le posizioni in previsione di quanto successo, Brexit docet e mi domando: c’è ancora qualcuno che ci crede ai sondaggi???? Ho dato un verdino a Mulder per la vignetta: troppo bella e vera…..
    Bye bye!!!

    Originariamente inviato da robyuankenobi: ma come ha fatto a perdere la gioiosa macchina da guerra clintoniana? gli ispanici eran con lei  , i neri pure gli ebrei anche. tutti i mass media eran con lei  il potere di wall street era con lei. il prec presidente era con lei . le major delle auto eran con lei. eppure l’hanno mandata a casa. Peccato che un voto conti uno  e non si pesi altrimenti avrebbe stravinto. Come diceva un solido intellettuale italiano per TRUM   votano gli imbecilli.  non credo che li abbian raggruppati tutti in nUSA

     

  29.   

     

    LA CUPOLA HA PERSO…. ma non vedo fiumi di champagne…WHY  ???

  30. Cesare58

      

    La verità è che i media globali erano con la Clinton, ma il popolo americano era per Trump e lo si è visto. Evitare la Clinton vuol dire evitare una terza guerra mondiale e rimodulare l’economia americana e mondiale su parametri di sviluppo occidentale e non asiatico. La Germania penso dovrà rivedere parecchie cose…..

  31.   

     

    85% per la Clinton  16 per TRUMP…!!!
    Ah..AHA..Ah…AHHHHH..!!….AAAhhh..  Che Geni..!!

  32. robyuankenobi

      

    ma come ha fatto a perdere la gioiosa macchina da guerra clintoniana? gli ispanici eran con lei  , i neri pure gli ebrei anche. tutti i mass media eran con lei  il potere di wall street era con lei. il prec presidente era con lei . le major delle auto eran con lei. eppure l’hanno mandata a casa. Peccato che un voto conti uno  e non si pesi altrimenti avrebbe stravinto. Come diceva un solido intellettuale italiano per TRUM   votano gli imbecilli.  non credo che li abbian raggruppati tutti in nUSA

  33.   

    Sondaggi? Previsioni? Macchè! Era sufficente la previsione dei Simpson!

  34. Nakatomy

      

    8 anni di Obama sono lunghi da digerire   , lascia un ereditá pesante con un debito pubblico ” mostre “ per finanziare guerre e terrorismo .
    Gli americani  votano per un cambiamento , al di lá del personaggio 
    Trump ha saputo sfruttare questo malcontento popolare , speriamo nella sua saggezza visto che possiede i codici nucleari .
    Questo sia di esempio per la UE , il populismo sta trionfando ovunque .
     
     
     
     

  35. robyuankenobi

      

    una nota politica. CLINTON  ha perso perchè rappresenta da liberal anzichè il suo tradizionale elettorato di sinistra, banchieri e burocrati. Trump  rappresenta da destra   operai e ceto medio. Praticamente come in Italia dove  l’ex pci pds ds pd   difende le banche  e gli operai votano lega. Speriam che pure in italia i ..clintonobamiani  la prendano nel ..padiglione auricolare..

  36. robyuankenobi

      

    paradosso per paradosso le banche avrebbero dovuto festeggiare con la vittoria di un  miliardario anzichè di una clinton. per come la vedo io ci sarà un rafforzamento del dollaro , una politica estera  senza le tante stupidaggini obamiane e clintoniane. le borse dopo un discreto crollo riprenderanno a salire in funzione dell’economia. A soffrirne saranno le aziende che esportano molto in USA   e fra i paesi  occidentali la germania. per quanto riguarda l’italia non contando nulla non rischieremo più di tanto. TRUMP  lo sa che non conviene alienarsi il mercato del quale pure lui personalmente ha bisogno. Poi perchè irritare l’avversario?  a nemico che fugge ponti d’oro.

  37. robyuankenobi

      

     la  DEMOCRAZIA FUNZIONA ANCHE SE FRA UN PEGGIO ED UN PESSIMO ELEGGE L’ULTIMO.  Cosa dirà renzino? in fondo è stato l’ultimo ad avere il plauso sia di obama..una anatra zoppa.. sia della clinton–una anitra ammalata. Se  pensava di sfruttare  pro referendum l’aiuto..amerikano.. ora la prende in saccoccia.. cosa dirà TRUMP  di questo schierarsi? a chì farà pagare il conto? Ma vedrete TRUMP è un pragmatico. una bella ribollita. mica è un capitalista per niente. su certe cose poi condivido. ad esempio il riavvicinamento alla russia. il taglio delle tasse al ceto medio che queste sinistre stanno massacrando. oggi in borsa giornataccia ma comunque il sole sorgerà ancora..unica frase  intelligente di Obama. Su certi settori occasione per comprare. 

  38. Nakatomy

      

    Con Trump al comando sono sicuro che non scoppierà la terza guerra mondiale con la Grande Russia .
    Ampio mandato per i Repubblicani  con Camera & Senaro ??????
    Potere assoluto , Dio lo benedica ???
    La politica estera disastrosa di Obama verrà cancellata .
    Obama . Sará ricordato come i peggiori dei presidenti USA  , vi ricordo che la Libia vive nel caos proprio per colpa loro .
    State tranquilli al floor non succederà proprio niente .
    Wall Street dominerà i mercati ancora per molto tempo ????????