Tutti i siti indipendenti di finanza diventano di proprietà di Triboo Media

Dopo Wall Street Italia, venduti anche Finanzaonline.com, Finanza.com e Borse.it. Finita un’era. La società di Giulio Corno assorbe l’uscita del Ceo Zilli acquisendo Brown Editore dalla famiglia Amenduni di …

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Dopo Wall Street Italia, venduti anche Finanzaonline.com, Finanza.com e Borse.it. Finita un’era. La società di Giulio Corno assorbe l’uscita del Ceo Zilli acquisendo Brown Editore dalla famiglia Amenduni di Vicenza.

Triboo Media, quotata in Borsa sul segmento AIM Italia, ha firmato a fine novembre un accordo vincolante per l’acquisizione del 100% di Brown Editore dal gruppo Acciaierie Valbruna di Vicenza (famiglia Amenduni) a cui fanno capo i siti Finanzaonline.com, Finanza.com e Borse.it. La valorizzazione del 100% della Brown Editore è pari a 3,75 milioni di euro, l’operazione sarà conclusa per cassa e prevede l’acquisto di una partecipazione non inferiore all’83,67%. Il perfezionamento del deal – soggetto a due diligence – è previsto entro la fine del 2015.

Il Gruppo diventerà così il secondo digital publisher italiano in ambito finanziario dopo Il Sole 24 Ore con oltre 2,3 milioni di utenti unici. Salvatore Pugliese (foto qui sotto) è stato confermato CEO con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il nuovo management team.

Nel 2014, Brown Editore ha conseguito un fatturato pari a 2,5 milioni di euro, un EBITDA pari a 165.856 euro e un risultato netto di esercizio pari a 6.632 euro, mentre, continua la nota, nei primi nove mesi del 2015, ha registrato un incremento del fatturato superiore al 40% sul medesimo periodo dell’anno precedente.

L’acquisizione della società, controllata dal Gruppo Valbruna di Vicenza, fa seguito alla precedente acquisizione di Wall Street Italia, rivista finanziaria on line, che, insieme alle properties di Brown Editore (Finanzaonline.com, Finanza.com e Borse.it) e gli altri siti in concessione al Gruppo, permettono a Triboo Media di consolidare il proprio posizionamento nell’editoria finanziaria digitale.

Nell’ambito di una serie complicata di ristrutturazioni Triboo S.p.A. ha annunciato anche di aver acquistato da Digiz Holding S.r.l il 18,31% di Triboo Media, portando la propria partecipazione complessiva al 50,81%. Cio’ significa che la maggioranza assoluta dell’azienda è in mano a Giulio Corno (foto in alto). Contestualmente Triboo S.p.A. si è impegnata a cedere a parti non correlate le azioni in eccedenza rispetto al 37,49% entro 12 mesi e a non esercitare i diritti di voto correlati alle azioni in eccedenza. A Digiz faceva capo la quota azionaria di Alberto Zilli, motore della crescita di Triboo e di Leonardo.it, uscito all’improvviso dalla società lo scorso ottobre per dissensi sulla strategia aziendale impostata da Giulio Corno.

Triboo Media – quotata sul mercato AIM Italia – è  uno dei principali digital publishing network sul mercato pubblicitario italiano. La società offre servizi integrati di web advertising,  sia brand sia performance, e di publishing, vantando fra i suoi asset leonardo.it, portale che si  posiziona nel panorama media come aggregatore di riferimento dei siti web verticali, e il network editoriale di  HTML.it.

Fonte: comunicati di Triboo Media

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3 commenti

  1.   

    ciao Peter, io andavo tempo fa su FOL che in pratica e’ solo un forum poi mi sono stancato, troppo frammentario e isterico. Che fanno questi signori? In pratica stanno aggregando e omologando tutti gli spazi ancora liberi sul web, il che significa per il futuro tutti i siti saranno pro-euro, pro-Renzi e pro-Troika, meno margini di liberta’ (Triboo – leggo – e’ quotata in borsa a Milano) e poi credo che la conseguenza n.1 sara’ la stessa identica pubblicita’ martellante ovunque, si apriranno popup, banner e video a ogni pie’ sospinto… infine ah ovvio, un gigantesco database di utenti omologati nello stesso comparto a cui manderanno email (pubblicitarie, non d’amore). Insomma, era meglio quando era peggio. O sono troppo negativo sul progresso e sull’innovazione?

  2. peter pan

      

    Sono siti che molto spesso utilizzo per avere informazioni finanziarie. Se faranno anche qui quello che hanno fatto con WSI penso che sfoltirò i miei preferiti….

  3. Nakatomy

      

    Per nakatomy.com         voglio  1.000.000 $  :))))))))))