Governo Italia: il Savona-pensiero su Europa, euro e Germania

Il ministro fa suo l'appello apparso su Handelsblatt firmato dai sei tedeschi Eichel, Habermas, Kock, Merz, Rürup e Zypries.

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Sono sempre più numerose le voci che si alzano preoccupate per il futuro dell’Unione europea ma poche si spingono fino a suggerire che cosa fare in concreto, come è indicato punto per punto nel documento inviato a Bruxelles dal Governo italiano intitolato “Una politeia per una Europa diversa, più forte e più equa”.

Lo scrive il Ministro per gli Affari europei, Paolo Savona in una lettera sul Sole 24 Ore, nella quale affronta il tema del cambiamento dell’Unione europea. Non voglio apparire partigiano delle idee espresse solo in quel documento – scrive il ministro – e preferisco cedere la parola a sei illustri personaggi tedeschi che hanno pubblicato un appello il 25 ottobre su Handelsblatt: Hans Eichel, Jürgen Habermas, Roland Kock, Friedrich Merz, Bert Rürup e Brigitte Zypries.

>>> Leggi: We are deeply concerned about the future of Europe and Germany

Essi mostrano una profonda preoccupazione sul futuro dell’Europa e della Germania. La loro ricetta è chiara: innanzitutto avere una forza armata comune. Inoltre affermano che «l’Eurozona, il cuore del più avanzato progetto dell’Europa unita, è fragile. Come pure non si può avere «una politica monetaria che si adatti a tutti… [perché] indebolisce i Paesi deboli e rafforza quelli forti. Perciò la politica monetaria europea richiede stabilizzatori per mitigare o rimuovere questi effetti».

Essi concludono sollecitando un rafforzamento del Parlamento europeo e l’impegno da parte del Governo tedesco nella realizzazione degli obiettivi da essa raggiunti per i suoi cittadini, riconoscendo che la Germania deve essere pronta a severi compromessi, incluso quello di dare più elevati contributi finanziari. Mi domando ovviamente, caro direttore, perché la quasi perfetta coincidenza della diagnosi del documento del governo di cui faccio parte non diventa oggetto da noi di un serio dibattito e faccia emergere le forze politiche e culturali serie e responsabili.

Poiché anche noi italiani abbiamo dato un contributo, si tratta ora di mettere insieme quanto finora emerso negli Stati membri per raggiungere un’Europa migliore; o, quanto meno, inviare un messaggio agli elettori europei che si intende discuterne prima delle elezioni del 2019, per evitare il peggio come sospettano i sei saggi tedeschi.

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