Confisca annullata per il parco eolico più grande d’Europa

Corte di Cassazione cassa sequestro impianto nel Crotonese ritenuto della 'ndrangheta. Gli Arena e i soldi della banca tedesca Hsh Norbank.

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La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la confisca del parco eolico più grande d’Europa – 48 aerogeneratori, valore 350 milioni di euro – che secondo la Dda di Catanzaro è riconducibile alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Sono stati accolti i ricorsi di Pasquale Arena, 66enne funzionario del Comune di Isola (sospeso) e presunto dominus del parco e quelli dei terzi interessati: Vent1 Capo Rizzuto srl, proprietaria dell’impianto denominato Wind Farm Icr, ma anche Seas San Marino, Tyger Energy Project, Pure Gmbh, Purena, Veda.

Wind Farm viene realizzato con un investimento di 230 milioni di euro, interamente finanziati dalla banca pubblica tedesca Hsh Nordbank specializzata in progetti “green”. L’origine del finanziamento è, dunque, la Hsh: l’istituto di credito, con sede ad Amburgo, ha concesso il credito interfacciandosi anzitutto con il manager tedesco Ludwig Nyhuis della Nyhuis Beteilingungs GmbH & Co, la quale detiene il 19 per cento delle quote. La tedesca Tiger Energy Project ha il 34, la sammarinese Seas Sr1 il 30, le tedesche Pommer & Schwarz ed Eden il 10 e il 7 rispettivamente. Secondo la difesa, non sono coinvolti cittadini italiani nelle trattative con Hsh.

Già nel luglio 2012 la Dda di Catanzaro dispone il primo sequestro del parco che, secondo gli inquirenti, sarebbe nella disponibilità della famiglia Arena. I soci tedeschi mostrano i movimenti in denaro e viene per loro chiesta un’archiviazione su cui il giudice italiano non ha ancora deciso. Il parco eolico viene dissequestrato. La procura tedesca di Osnabruck conferma, nell’ambito di una rogatoria internazionale, che Hsh ha finanziato per intero il progetto Wind Farm.

Successivamente nel giugno 2017, i giudici supremi non hanno condiviso l’impostazione che aveva portato la Sezione per le misure di prevenzione del Tribunale penale di Crotone a disporre la confisca, confermata nel marzo 2018 dalla Corte d’Appello di Catanzaro.

Gli atti saranno trasmessi a una diversa Sezione della Corte d’Appello di Catanzaro che dovrà rivalutare la vicenda seguendo il principio tracciato dalla Cassazione. Non si conoscono ancora i motivi della decisione.

La difesa (avvocati Piero Chiodo, Roberto Coscia, Luigi Falcone, Enzo Ioppoli, Francesco Laratta, Leo Sulla, Gregorio Viscomi) sostiene la liceità del finanziamento da parte della banca tedesca Hsh Norbank.

 

Fonte: QuotidianodelSud

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