Sondaggio leader più popolari: n.1 Gentiloni, bene Bonino, malissimo Renzi

Di Maio non sfonda: gradito dal 29% degli elettori, Salvini con il 27%, Berlusconi con il 25%, Grasso con il 24%, Meloni arriva appena al 23%.

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Irrompe a sorpresa nel sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera sui leader più graditi dagli elettori Emma Bonino. Se al primo posto troviamo ancora il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, “il cui operato risulta gradito dal 40% degli italiani”, scrive il sondaggista, al secondo troviamo come new entry la leader Radicale che parteciperà alle elezioni con la lista +Europa. “risulta apprezzata dal 38% degli italiani, con un indice di gradimento pari a 41, più elevato tra donne, casalinghe, ceti medi e dirigenti, residenti nelle regioni settentrionali. È una leader stimata soprattutto dagli elettori di sinistra e centrosinistra ma anche da circa un terzo degli elettori di Forza Italia e M5S”.

Al terzo posto c’è il candidato premier del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio, “gradito dal 29% degli elettori, con un indice pari a 33”, sottolinea Pagnoncelli, e quindi “Matteo Salvini con il 27% (indice 29), Silvio Berlusconi con il 25% (indice 28), Pietro Grasso con il 24% (indice 29), Giorgia Meloni con il 23% (indice 28) e Matteo Renzi con il 20% (indice 23)”.

 

Insomma, se si escludono le novità rappresentate dalla Bonino e da Grasso, conclude il sondaggista, “rispetto a sei mesi fa la graduatoria di gradimento dei leader fa registrare una sostanziale stabilità per Gentiloni (+1), l’ aumento di due punti per Berlusconi e Di Maio, il calo di Meloni (-3) e, soprattutto, di Salvini (-5) e Renzi (-6)”.

Fonte: Corriere della Sera

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1 commento

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    Un colpo da maestro quello messo a segno da Renzi ieri. I risultati dei sondaggi avevano messo il PD in posizione marginale, visto che ormai sembrava certo che il vero avversario del favorito cdx era il M5S. La radicalizzazione dello scontro tra Di Maio e Berlusconi avrebbe in effetti avuto come vera vittima il PD di Renzi. Cosa ti fa il Renzi? Va in sostanza ad occupare il posto che in fondo tutti occupano già da sempre, la difesa della UE, e li sposta tutti quanti loro malgrado fuori da quella posizione e approfittando da distinguo sempre più inconcludenti ma comunque apparsi sui media da parte degli altri, li classifica come nemici della UE. Insomma, dovevamo aspettare Renzi e le sue fanfaronate sugli Stati Uniti d’Europa perchè quello che avrebbe dovuto costituire il vero tema della campagna elettorale facesse infine la sua comparsa nel dibattito pubblico. Naturalmente, ciò avviene nella situazione peggiore per chiunque si opponga alla UE, perchè adesso i 5S, i leghisti, i FdI (le piccole formazioni finora non sono riuscite ad affacciarsi nel dibattito) dovranno dire qualcosa che li farà necessariamente uscire almeno parzialmente dalla loro ambiguità.In particolare, dato per scontato che Berlusconi rifiuterà sdegnosamente di essere contro la UE, cosa dirà Di Maio, cosa dirà Salvini e cosa dirà la Meloni?